Il sottosuolo per la conoscenza e la valorizzazione del territorio

Proponente: Roberta Varriale  

Partecipanti: Bruno Venditto, Tiziana Vitolo, Giovanni Canitano, Immacolata Caruso, Maria Rosaria Rescigno, Candida Cuturi.  

Abstract

Il sottosuolo è il luogo dove, storicamente, sono stati gestiti molti conflitti di natura ambientale e interazioni di natura sociale e i manufatti scavati a tali scopi hanno svolto le funzioni più varie. Sono serviti per la gestione delle acque permettendo lo sviluppo territoriale, anche in aree caratterizzate da scarsità di risorse idriche, efficientandone la loro distribuzione. Hanno sostenuto l’allontanamento dei rifiuti liquidi urbani permettendo la nascita delle città sanitarie. Sono stati fondamentali per i trasporti e per la gestione delle risorse alimentari, in molti casi essendo alla base del ciclo produttivo o di trasformazione di specialità tipiche. Sono stati utilizzati per difendersi e per fuggire da minacce e da guerre e, anche, nella pratica di riti e culti. Sono stati al centro di attività estrattive sostenendo lo sviluppo territoriale e, talvolta, anche condizionando le relazioni gerarchiche fra paesi e molti processi migratori. In alcuni casi, l’esperienza sotterranea è stata estrema dando luogo alla formazione di intere città costruite in negativo, una risposta globale a vincoli di natura climatica e geografica che dimostra come molte delle differenze superficiali si azzerino nel sottosuolo. I manufatti generati da queste molteplici esigenze sono oggi divenuti patrimonio delle comunità locali e, grazie ai valori tangibili ed intangibili che li caratterizzano, possono diventare degli HUB per innovativi processi di rigenerazione a livello urbano e rurale. La linea di ricerca parte da queste premesse per mettere a sistema i risultati di un ricco filone di indagine di natura interdisciplinare condotto nell’ambito della attività dell’ISMed per più di venti anni, durante i quali sono stati elaborati strumenti metodologici ed operativi che oggi sono un punto di riferimento per la comunità scientifica internazionale su questi temi. I contributi di geologi, archeologi, storici, economisti, ingegneri, architetti, esperti nella definizione di politiche per lo sviluppo delle aree interne, politologi, antropologi e sociologi permettono di seguire ogni fase della ricerca legata ai manufatti interrati con l’intento di promuovere e sostenere le azioni previste. Fra queste si segnalano: monitoraggio del rischio, classificazione per tipologia e per funzione indirizzata allo sviluppo territoriale, analisi del contesto di riferimento dal punto di vista sociale ed economico e classificazione dei valori tangibili e intangibili per la valorizzazione. La linea di ricerca si propone di mettere a sistema tutti queste potenzialità, nel rispetto delle linee guida dell’UNESCO e dei vincoli delle Soprintendenze, ponendosi come un punto di riferimento internazionale per il sostegno alle candidature di iscrizione nelle liste protette, per la definizione di piani di sviluppo sociale ed economico dei territori e per la sperimentazione di nuovi modelli narrativi, anche in un’ottica di rete. La linea di ricerca, pur basata sullo studio della bibliografia e della documentazione di riferimento, è caratterizzata da un approccio investigativo sul campo che include il confronto con le comunità e gli stakeholder locali e la comparazione a livello nazionale ed internazionale. La linea di ricerca si propone di produrre dei risultati che possano essere di supporto alle governance degli enti preposti e al mondo della formazione e della divulgazione scientifica seguendo un approccio scalabile e modulabile a livello globale.

Progetti

La linea di ricerca si pone come promotrice di progetti da sottoporre a finanziamento sulla base degli expertise già maturate in questo contesto dall’ISMed:  

Undergrounds in Naples: progetto finanziato da Regione Campania, Provincia di Napoli, Tecnoin, Metronapoli e Ansaldo; Un ponte di ossa da Napoli a Lima: progetto finanziato dal programma STM/CNR; Damage assessment and conservation of underground space as valuable resources for human activities use in Italy and Japan: progetto finanziato nell’ambito degli accordi bilaterali CNR/JSPS 2020/2021; Cost Action 18110 Underground4value

Obiettivi

La linea di ricerca, partendo da una corposa rete di relazioni nazionali ed internazionali, intende rafforzare e consolidare il network di riferimento al fine della costituzione di partenariati utili alla sottomissione di progetti internazionali e di cooperazione. Tutta l’attività sarà sempre svolta sulla base di una solida ricerca scientifica volta alla sperimentazione di modelli di analisi innovativi, sempre con l’utilizzo di dati qualitativi e quantitativi inediti. Gli esiti delle ricerche condotte, come i report delle attività svolte, saranno pubblicati nelle migliori riviste nazionali ed internazionali e presentati in convegni nazionali ed internazionali. Quando commissionate dall’esterno, i risultati delle ricerche contribuiranno a definire piani di governance.

Attività

L’attività svolta si colloca nell’ambito del ricco dibattito interdisciplinare seguito all’introduzione della classe dell’Undergrould Built Heritage (UBH). Essa è rivolta, sia allo studio e all’elaborazione di modelli teorici, che all’analisi di casi studio, anche in un’ottica comparativa.   

Fra i principali casi studio si segnalano:   

  • La città cavata di Sperlinga come esempio di trogloditismo Mediterraneo delle aree interne a rischio di spopolamento 
  • Le miniere dell’autarchia: dalle miniere di carbone del Sulcis Iglesiente al bacino minerario di bitume della Majella  
  • I villaggi trogloditici cinesi ed italiani a confronto: valori tangibili ed intangibili per lo sviluppo del benessere, anche non monetario, delle popolazioni rurali 
  • I villaggi abbandonati delle miniere namibiane e degli USA: ascesa e declino di esperienze urbanistiche legate all’attività mineraria  
  • Il Giappone fra risorse termali sotterranee, geo-siti e miniere della Meij Revolution 
Tematiche

I manufatti costruiti nel sottosuolo si prestano ad essere porta di accesso verso vari tematismi:  

  • I luoghi della storia: molti dei manufatti raccontano processi di sviluppo urbano ed economico e offrono una prospettiva originale nella lettura e nella interpretazione di dinamiche politiche e sociali.    
  • L’edilizia tradizionale nello sviluppo urbano: l’edilizia in negativo come archetipo dell’attitudine dell’edilizia tradizionale e vernacolare nel rispondere in maniera sostenibile ai vincoli e alle opportunità di natura climatica ed ambientale del territorio di riferimento. Lo studio permette di delineare percorsi per la loro valorizzazione e riproposizione nell’edilizia contemporanea in un’ottica di sostenibilità culturale e ambientale  
  • Classificazione dei beni tangibili e per una loro valorizzazione nell’ambito di percorsi museali, aree protette e cammini tematici.  
  • Ricostruzione e organizzazione dei valori intangibili sulla base dell’elaborazione di dati storici, sociologici, linguistici e iconografici.  
  • Valorizzazione e tutela delle produzioni tipiche: istituzione di consorzi di tutela, sostegno al branding e al marketing delle aziende coinvolte. 
  • Contenuti e strumenti per lo sviluppo turistico: sperimentazione e messa a sistema di prodotti per lo sviluppo turistico: geoparchi, ecomusei, cammini.  
  • Trasporti integrati e mobilità sostenibile per la soluzione dei problemi dei territori e lo sviluppo sostenibile dei borghi storici.  
  • Contenuti per la comunicazione nel settore del patrimonio culturale destinati ad enti, film commission regionali e commissionari appartenenti al mondo dell’impresa. 
  • Gestire le diversità: coabitazione, conflitti e convivenza delle comunità minerarie, tutela delle tradizioni linguistiche.  
  • Aree a rischio di spopolamento: strategie di sviluppo sostenibile per i territori a rischio.
Principali collaborazioni

Fra le relazioni internazionali si segnalano quella con la JSPS (Giappone) e quelle con la CACH e con la CAS (Cina). Fra gli accordi firmati si segnalano quelli con i comuni di: Bari, Taranto, Matera, Monopoli, Fasano, Mottola, Monopoli, Massafra, Grottaglie, Palagiano, Palagianello, Gravina di Puglia. Sono attive le collaborazioni tecnico scientifiche con i comuni di Sperlinga, Sortino, Lercara Friddi, Alia, Modica, Comitini, Carbonia, Lettomanoppello, Abbateggio e San Valentino.  Sono stati firmati accordi di cooperazione con i seguenti geoparchi UNESCO: Rocca di Cerere, Madonie. È operante un accordo di collaborazione con la Soprintendenza ai beni archeologici di Cagliari. Partecipazione ai comitati di ICOMOS Italia, International e CIAV. Collaborazione con CREA. La rete di riferimento è molto ricca variegata comprendendo università, associazioni, gruppi di azione locale e numerosi stakeholder.

Principali prodotti collettivi

La linea di ricerca si pone come obiettivo principale quello di accedere a fonti di finanziamento esterne: progetti nazionali ed internazionali e appalti da parte di terzi. I fondi reperiti sosterranno l’attività di ricerca che è indirizzata alla realizzazione di campagne di indagine sul campo, alla pubblicazione di contributi su riviste indicizzate e open access, alla partecipazione e all’organizzazione di convegni nazionali ed internazionali e alla realizzazione di prodotti audiovisivi.  

Biblio Open Access di riferimento di Roberta Varriale
  • 2022, Varriale R., Parise M., Genovese L., Leo M., Valese S., Underground Built Heritage in Naples: From Knowledge to Monitoring and Enhancement S. D’Amico, V. Venuti (eds.), Handbook of Cultural Heritage Analysis, Springer Nature Switzerland AG 2022, pp. 2001-2035, https://doi.org/10.1007/978-3-030-60016-7_70 
  • 2019, Genovese L., Varriale, R., Luvidi, L., Fratini, F. “Italy and China Sharing Best Practices on the Sustainable Development of Small Underground Settlements”, Heritage, 2, 813-825. Available online: https://www.mdpi.com/2571-9408/2/1/53 

Ultimo aggiornamento

2 Luglio 2024, 16:04