Linee di ricerca

In attuazione degli strumenti di programmazione dell'attività di ricerca previsti nel Regolamento di organizzazione e funzionamento del CNR all'art. 21 (ex ar. 42 del precedente regolamento), l'istituto articola le proprie attività in aree progettuali e progetti come previsto dall'art. 24 (ex art. 44) del suddetto regolamento.

Le linee di ricerca che sostituiscono le Commesse previste dall'ordinamento precedente sono riportate di seguito.

 

Responsabile: Salvatore Capasso

Abstract

Il Mediterraneo è uno spazio di relazioni tra paesi che presentano forti differenziali di crescita, di sviluppo economico e di democrazia. Dunque, come in un microcosmo, la regione mediterranea riflette le grandi sfide del nuovo millennio: crescita demografica, disoccupazione, migrazioni, riforma delle politiche di welfare, contrasto delle povertà, effetti del cambiamento climatico, gestione dei conflitti per il controllo delle risorse naturali nel versante meridionale e orientale del bacino. Le istituzioni e la qualità della governance giocano un ruolo centrale nell’affrontare queste sfide perché la corruzione, le posizioni di rendita, la presenza di un’amministrazione pubblica incapace di garantire trasparenza, equità e pari opportunità sociali e di genere, ostacolano la crescita e lo sviluppo socio-economico in tutti i paesi del Mediterraneo. Analogamente, nell’area il funzionamento dei mercati reali e finanziari differisce da paese a paese e da regione a regione, con il risultato di generare grandi disparità nell’efficienza con la quale le imprese operano e i mercati allocano le risorse, e di converso, forti specializzazioni di settore e di prodotto. Tali disparità rappresentano, tuttavia, anche grandi opportunità di scambio e di crescita per tutti i paesi dell’area. L’attività di ricerca della linea analizza, ad ampio spettro, i processi di governance e istituzionali nei paesi del Mediterraneo e le intersezioni di questi con i meccanismi che regolano il funzionamento dei mercati e delle singole imprese. Con lo scopo ultimo di evidenziare i limiti allo sviluppo dei paesi della riva sud ed est e di suggerire ricette per rivitalizzare la crescita anemica dei paesi della riva nord, le attività della linea si inseriscono nel dibattito in corso sulla necessità di ripensare la governance nel Mediterraneo, con particolare riferimento alle politiche comunitarie, alla riduzione dei divari territoriali e alla sicurezza.

Obiettivi

La linea si pone, a livello macroeconomico, l’obiettivo di studiare i processi di formazione delle istituzioni e il funzionamento dei mercati nei paesi dell’area, a livello microeconomico, l’obiettivo di verificare in che modo le scelte ottimali degli operatori di mercato, imprese e individui, siano influenzate da specifici fattori istituzionali e di governance. Pertanto, se da un lato le attività della linea sono dirette a studiare, tra gli altri, le riforme politiche e istituzionali in atto all’interno dei paesi mediterranei, l’impatto di queste sui sistemi economico-sociali, le politiche di coesione sociale e territoriale, il funzionamento delle istituzioni nazionali e locali; dall’altro, le attività mirano ad analizzare come questi fattori influenzano il funzionamento dei mercati, e di conseguenza le scelte strategiche delle imprese e dei consumatori. In particolare, le attività di ricerca si concentrano sullo studio dei problemi relativi alla logistica e all’implementazione delle nuove tecnologie in settori chiave come quello sanitario. Lo scopo ultimo è contribuire a delineare politiche di intervento efficaci ed equilibrate da un punto di vista sociale. Infatti, attraverso un approccio interdisciplinare e olistico, le ricerche si focalizzano anche su questioni di welfare e utilità sociale. Allo scopo di individuare i fattori che sono alla base dei movimenti migratori in ambito regionale, la linea studia la transizione demografica, il mercato del lavoro, le politiche di riforma del welfare e di contrasto della povertà. Il problema della povertà nel Mediterraneo è analizzato non in senso strettamente economico, ma come esclusione dalle opportunità (di istruzione, di lavoro, di tutela della salute) che colpisce trasversalmente aree territoriali, gruppi sociali e categorie meno tutelate, come i giovani e donne. Un aspetto centrale delle ricerche è l’analisi del ruolo dell’ambiente nei processi di sviluppo. Cambiamento climatico, degrado del suolo, penuria idrica, sono fattori destinati a condizionare le prospettive di crescita dei paesi dell’area, ad incidere sulle condizioni di vita delle popolazioni più povere e vulnerabili e ad alimentare flussi migratori. Un focus geopolitico è dedicato alle politiche di gestione delle risorse naturali e al conflitto tra paesi del Nord Africa e del Medio Oriente in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare.

Attività

Le attività di ricerca si sviluppano attraverso la costruzione di modelli teorici e indagini empiriche basate su dati aggregati, sondaggi e analisi on the field. Nello specifico le attività della linea sono le seguenti: raccolta ed elaborazione dei dati socio-economici sui paesi del bacino del Mediterraneo; studi sulle trasformazioni delle economie del Mediterraneo in prospettiva storica e contemporanea; analisi del quadro delle politiche di coesione europee; analisi dell’evoluzione della politica euromediterranea dell’Unione europea; ricerche sulla transizione demografica, politica ed economica nei paesi del Nord Africa e del Medio Oriente; studio dell’impatto socio-economico e culturale delle migrazioni in ambito mediterraneo; studi sulla governance ambientale con particolare riferimento al cambiamento climatico e alle strategie di prevenzione e contrasto dei rischi ambientali; focus geopolitico sui conflitti per il controllo delle risorse naturali in relazione all'obiettivo strategico della sicurezza idrica e alimentare. Le attività sono anche di tipo divulgativo: la linea di ricerca è attiva nell’organizzazione di conferenze e workshop a tema e collabora con scuole e enti istituzionali per lo sviluppo di policy.

Tematiche

Le tematiche affrontate sono molteplici e interconnesse. Di seguito si elencano i principali temi di ricerca:
analisi del ruolo che le istituzioni e i processi di governance hanno sugli equilibri di mercato e sull’allocazione delle risorse nel sistema economico;
assetti politici ed equilibri di mercato;
internazionalizzazione, innovazione e imprenditorialità;
determinanti della crescita e dello sviluppo economico;
capitale umano e migrazioni;
coesione sociale e politiche di welfare;
logistica e trasporti;
economia sanitaria;
nuove tecnologie e processi di digitalizzazione;
partenariato Euro-mediterraneo e rafforzamento della governance territoriale;
geopolitica delle risorse.

Contatti e collaborazioni

I contatti con università, istituzioni e centri di ricerca sono molteplici: Istituto Affari Internazionali (IAI), Istituto di Studi sulla Politica Internazionale (ISPI), Centro Studi Politica Internazionale (CeSPI), Università degli Studi di Salerno, Università di Bari, Università di Catanzaro, Università degli Studi Tor Vergata, Università degli Studi Federico II, Università degli Studi di Bologna,Università degli Studi di Napoli Parthenope, Sudi e Ricerche per il Mezzogiorno (SRM), École des Hautes Etudes en Sciences Sociales (EHESS), Institut de Prospective Economique du Monde Méditerranéen (IPEMED), Center for Mediterranean Integration (CMI), Institut de la Mediterranée (IeMed), Economic Research Forum (ERF). Partecipazione a network di ricerca sul Mediterraneo: Forum Euroméditerranéen des instituts de Sciences Economiques (FEMISE), EuroMeSCo (the Euro-Mediterranean Study Commission), Sustainable Development Solution Network (SDSN), Euro-Mediterranean University (EMUNI), Unione delle Università del Mediterraneo (UNIMED), Federazione Internazionale per lo Sviluppo Sostenibile e la Lotta contro la Povertà nel Mediterraneo-Mar Nero (FISPMED).

Principali prodotti collettivi di ricerca

Oltre ai numerosi lavori individuali e di gruppo su riviste e volumi, la linea produce diversi prodotti periodici tra cui il Rapporto sulle Economie del Mediterraneo (Mediterranean Economies) e un database sui paesi del Mediterraneo in collaborazione con l’UpM e con il Forum Euromediterranéen des Instituts des Sciences Economiques (FEMISE).

Responsabile: Gabriella Corona

Abstract

Le riflessioni sull’Antropocene come nuova occasione per ridefinire l’organizzazione dei saperi di fronte al mutare della capacità umana di intervenire sui meccanismi che regolano il funzionamento dell’intero pianeta si è venuta configurando nel corso degli ultimi due decenni come una delle più grandi questioni al contempo scientifica e politica del nostro tempo. L’Antropocene come questione difficile e complessa che pone al centro del dibattito pubblico internazionale il destino del sistema Terra impone una risposta altrettanto complessa e articolata sia scientifica e tecnologica, che sociale, culturale e politica. Il contributo delle scienze umane e sociali è ancora poco valorizzato e in generale sotto-valutato anche se si considera centrale il loro ambito di competenze nella formazione dei valori e dei principi etici, nell’elaborazione di decisioni ed interventi pubblici.
Con questo progetto incentrato sull’environmental history si intende raccogliere la sfida che il dibattito sull’Antropocene ha lanciato anche alla storia. La sfida cioè di adattare il proprio statuto epistemologico ad una nuova domanda sociale di conoscenza fondata sull’esigenza di spiegare le modalità con cui si sono venuti a configurare i processi attraverso i quali il genere umano è diventato uno dei principali agenti di trasformazione dei cicli ecologici e geologici che caratterizzano il funzionamento del sistema Terra. , Il periodo compreso tra diciannovesimo e ventesimo secolo ha rappresentato un lasso temporale in cui la capacità umana di modellare l’ambiente, pur avviata nei secoli precedenti, conosce una accelerazione straordinaria e senza precedenti grazie all’aumento della popolazione, all’impiego generalizzato dei combustibili fossili, alla crescita delle variabili economiche, all’industrializzazione.
Ciò che differenzia la storia ambientale di questo periodo storico dalle fasi precedenti è la scala con cui vengono prese in considerazione le trasformazioni che hanno interessato l’ambiente che diventa planetaria e coinvolge l’intero Earth System. Insieme alla scala a caratterizzare la storia ecologica degli ultimi due secoli è anche l’intensità, la straordinaria accelerazione che ha consentito un aumento di variabili come la popolazione, il consumo energetico, il reddito. Ed è in questo ambito che si giustifica la scelta di guardare all’umanità nel suo complesso come principale soggetto storico. Ciò, tuttavia, non toglie che la storia ecologica sia il frutto di modelli sociali, economici, politici, culturali, modelli di produzione e di consumo resi possibili da una condizione di abbondanza di risorse. Si tratta dunque di un angolo visuale che impone un intreccio tra storia della natura e storia dei sistemi socio-economici, e pur prendendo gli esseri umani come principale soggetto storico da osservare non può prescindere anche dall’analisi delle disuguaglianze sociali e territoriali. Le ricerche che fanno capo al progetto, pur concentrandosi sull’Italia in particolare e, più in generale, sui paesi del Mediterraneo elaborano schemi interpretativi e chiavi di lettura che assumono una valenza più ampia applicabile ad altri luoghi e ad altri contesti.

Obiettivi

I lavori che fanno capo alla linea di ricerca sono diretti a ottenere pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali di particolare prestigio, a partecipare a congressi e convegni di carattere scientifico, a contribuire all’elaborazione di progetti di ricerca competitivi e non, promossi da istituzioni nazionali ed europee. Attraverso la ricerca si mira a rafforzare la presenza dell’ISMED nell’ambito della rete internazionale di centri attivi sul tema e a potenziare i contatti con le istituzioni pubbliche locali in modo da offrire consulenza e supporto nelle scelte di policy. Oltre a ciò i ricercatori che fanno capo alla linea stanno intessendo un sistema di relazioni con numerose università per far confluire i contenuti e i risultati delle attività in corsi di studio e nella didattica. Il progetto mira a rispondere ad esigenze sempre più forti che stanno emergendo nel dibattito pubblico e nella comunità scientifica, nell’individuare i percorsi volti alla costruzione di una società sostenibile e inclusiva.

Attività

Le attività di ricerca previste sono molteplici: raccolta ed elaborazione di dati ripresi dalle statistiche ufficiali; documentazione ripresa dai giornali e riviste scientifiche; fonti e documenti giacenti presso gli archivi internazionali, nazionali e locali; interviste rilasciate da diverse tipologie di attori e stakeholders su temi relativi al periodo successivo al secondo dopoguerra; normative nazionali e materiale legislativo; fonti processuali giacenti presso istituzioni giudiziarie; documentazioni raccolte presso archivi privati e di impresa.

Tematiche

Le tematiche che fanno capo al progetto di ricerca hanno come denominatore comune l’analisi dei processi storici attraverso i quali à cresciuta la capacità umana di intervenire sui meccanismi ecologici e geologici che regolano il funzionamento del sistema Terra in un arco cronologico che prende le mosse dalla fine del XVIII secolo a giunge fino ad oggi. Molte attività di ricerca del progetto sono la naturale evoluzione di precedenti progetti che rappresentano il capitale di ricerca dell’ISMed in questo ambito e che si sono concentrati nel corso degli ultimi anni sulla ricostruzione dei processi attraverso i quali si sono configurati i problemi ambientali di oggi. Le tematiche sulle quali si concentrano le ricerche con maggiore attenzione sono i seguenti:1) la costituzione della tecnosfera e la trasformazione dei sistemi urbani: inquinamento, smaltimento dei rifiuti, sfruttamento del sottosuolo; 2) le implicazioni ambientali e sociali dell’artificializzazione delle pratiche agricole e dell’allevamento; 3) la transizione energetica: passaggio ai combustibili fossili, sviluppo dell’industria idroelettrica, energia nucleare; 4) le catastrofi di origine naturale ed antropica; 5) le radici storiche della transizione ecologica: spinte e resistenze: nuove forme di energia, nuovi materiali, ruolo dei consumi; 5) il cambiamento climatico e i suoi effetti: aree urbane, effetti sulla biodiversità, conflitti per le risorse, migrazioni ambientali; 6) le politiche ambientali tra Europa e Italia; 7) l’ambientalismo e il protezionismo.

Principali collaborazioni

Il gruppo di ricerca che fa capo al progetto collabora stabilmente con il Rachel Carson Center for Environment and Society di Monaco, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II, Il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università di Firenze, il Centro Studi “Territorio, Salute e Ambiente” dell’Università di Catania, La rivista di storia e scienze sociali “Meridiana”.

Principali prodotti collettivi

Per ciò che riguarda i prodotti collettivi, prosegue l’attività redazionale dalla quale prende forma il “Global Environment. A Journal of Transdisciplinary History”, la rivista internazionale quadrimestrale promossa e realizzata all’interno dell’ISMED in collaborazione con il Rachel Carson Center di Monaco e pubblicata dall’editore inglese The White Horse Press.

Responsabile: Paola Avallone

Abstract

L’Italia mediterranea e meridionale è un territorio che per caratteristiche geografiche e storiche è stato e resta uno straordinario crocevia di identità culturali, politiche, religiose ed economiche. Secondo alcuni storici il divario socioeconomico fra il Nord e il Sud Italia avrebbe radici remote, forse rintracciabili già in epoca normanna, e si sarebbe evoluto fino a confluire nel processo di unificazione nazionale. In realtà, negli ultimi decenni, è stata ben più feconda di apporti conoscitivi la storiografia che ha messo in discussione le categorie interpretative della disparità e i conseguenti assiomi, superando i clichés del ‘Mezzogiorno’ e prospettando l’esistenza di più Mezzogiorni quali realtà composite. Ne deriva dunque l’esigenza di investigarne il ruolo in uno scenario articolato e dinamico come quello Mediterraneo. Pertanto, nell’ottica di un rinnovato senso di complessità, i ricercatori afferenti al progetto di ricerca intendono esaminare processi socio-culturali ed economici dal tardo Medioevo all’età contemporanea, conducendo analisi di carattere macro e micro su temi sociali, culturali ed economici, in una prospettiva comparativa e di lunga durata, collocando in un quadro di riferimento ampio lo sviluppo di tali realtà. Fanno parte di questa esigenza investigativa gli studi storici tout court e rilevante sarà anche l’analisi storica degli aspetti economici, sociologici e dei caratteri paesaggistici, insediativi e urbanistici, finalizzata alla valorizzazione dell’identità territoriale attraverso il cultural heritage.

Obiettivi

Il progetto muove da solidi filoni storiografici e da un dibattito fertile ed attuale. Su questo background, tra gli obiettivi dei ricercatori è il superamento dei limiti euristici delle categorie del ‘divario’ e della disparità, nonché dei più usurati topoi circa il ‘Mezzogiorno’. Assumendo un orizzonte storico ed ampio di relazioni mediterranee ed europee, il progetto intende far emergere i caratteri distintivi dei ‘mezzogiorni’ nel Mediterraneo e nella stessa penisola italiana, coniugando l’indagine storico-economica, sociale e culturale di carattere macro e micro, attraverso l’uso e la valorizzazione di documentazione originale ed inedita (esame delle fonti, ricerca bibliografica e indagini d’archivio).

Attività

L’attività di ricerca si focalizza sull’indagine e l’analisi dei processi storici caratterizzanti il territorio dell’Italia meridionale e il ruolo storico nella grande area mediterranea, in un’ottica comparativa e di lungo periodo (tardo Medioevo – età contemporanea). In tale quadro, si considerano in modo specifico: l’economia e le politiche dei territori marittimi peninsulari e insulari; l’intervento pubblico e le politiche economiche e fiscali; il ruolo delle istituzioni nella società meridionale; i sistemi di salute pubblica, previdenza e beneficenza nel Mezzogiorno come modello alla base del welfare moderno; la formazione del capitale umano e le strutture scolastico-educative; il controllo sanitario nel contesto marittimo e le epidemie; il credito e le società commerciali. Parimenti, speciale attenzione è rivolta ai processi di esclusione/inclusione femminile; alle comunità e alle tradizioni culturali delle comunità italiane storicamente presenti anche in altri paesi sulla sponda Nord e Sud del Mediterraneo; al patrimonio culturale materiale/immateriale delle regioni euro-mediterranee come strumento per il raggiungimento dello sviluppo sostenibile delle comunità. Fondamentale per lo svolgimento delle suddette attività è l’uso di processi innovativi di archiviazione e gestione delle informazioni in termini di transizione digitale per la rappresentazione dei dati, la formalizzazione delle fasi di ricerca e le tecniche di diffusione dei risultati.

Tematiche

Trattando una molteplicità di aspetti, il progetto mira ad analizzare con metodi storici, economici e sociali le complesse vicende dello sviluppo economico-sociale del Mezzogiorno d’Italia e di altre aree svantaggiate del Mediterraneo in funzione del rapporto di queste con le aree più ricche e con il Mediterraneo nel suo complesso. Nello specifico il progetto intende approfondire le seguenti tematiche: 1) analisi della trasformazione delle istituzioni nel lungo periodo con particolare attenzione alle realtà regionali e alle identità sociali, economiche e territoriali; 2) studio dei processi di modernizzazione dei settori produttivi e della struttura dei mercati; 3) analisi delle risorse umane, innovazione e mercato del lavoro; 4) studi di genere relativamente alla mobilità geografica, economica e culturale; 5) la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-culturale delle città come volano di sviluppo economico di alcune aree geografiche (memoria collettiva, identità culturale delle città mediterranee; rappresentazione, organizzazione, promozione dei centri storici e d'interesse).

Contatti e collaborazioni

Archivio di Stato di Napoli, Istituto Banco Napoli – Fondazione (Napoli), Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (Napoli), Università degli Studi S. Orsola Benincasa (Napoli), Università degli Studi di Napoli – L'Orientale, Università degli Studi del Molise (Campobasso), Università degli Studi di Cassino, Università degli Studi di Bari, Scuola Normale Superiore (Pisa), Fondazione - Istituto Internazionale di Storia Economica "Francesco Datini" (Prato), Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna (Bologna), Centro Interdipartimentale di Studi Europei e Mediterranei dell'Università di Trieste (CISEM), École des Hautes études en sciences sociales françaises (EHEES) (Roma), Maison Méditerranéenne des Sciences de l'Homme (MMSH) (Aix-en-Provence), National Hellenic Research Foundation (NHRF) (Atene), Consejo Superior de Investigaciones Cientificas (Spagna); Museo del Mare (Bagnoli – Napoli); Museo del Mare di Bagnoli; Istituto Centrale per i Beni sonori ed audiovisivi (Roma); Institute of History, State and Law of the Academy of Sciences of Moldova (Chisinau - Moldova); Associazione Forum Scuole Storiche di Napoli

Principali prodotti collettivi di ricerca

Saggi in volumi collettanei; articoli su riviste riconosciute a livello nazionale e internazionale; partecipazione a progetti, in collaborazione con istituzioni nazionali e internazionali, pubblicazione periodica in open access nella collana Strumenti e documenti per la storia del Mezzogiorno; organizzazione dell’annuale Seminario di Studi Dottorali in Storia ed economia dei paesi del Mediterraneo (secc. XIV-XIX); produzione di video-mapping e di repertori digitali archivistici.

Responsabile: Michele Colucci

Abstract

L’attività di ricerca si propone di indagare il fenomeno delle migrazioni partendo dalla metodologia e dagli strumenti della storia, con particolare attenzione all’età contemporanea. Approfondire la dimensione storica dei fenomeni migratori permette di restituire con maggiore profondità il modo con cui le società sono state investite dall’impatto della mobilità territoriale. Lo spazio da cui si muove l’attività di ricerca è quello del bacino mediterraneo, con particolare attenzione al ruolo dell’Italia, considerata come luogo di partenza, di arrivo, di transito, di ritorno di esperienze migratorie. I fenomeni migratori che vengono maggiormente presi in considerazione sono:

  • i flussi provenienti dal Mediterraneo e diretti verso l’Europa continentale e verso le destinazioni transoceaniche, considerando la stagione del colonialismo, le grandi migrazioni della tarda età moderna, le migrazioni di massa dell’età contemporanea
  • i flussi interni all’area mediterranea, sia quelli interni alle regioni e agli Stati sia quelli riconducibili allo spostamento dal sud al nord del Mediterraneo o tra paesi confinanti
  • le immigrazioni provenienti dall’esterno del Mediterraneo, con particolare attenzione ai fenomeni migratori sviluppatisi nel periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi
  • le migrazioni di ritorno, concepite nella loro accezione più estensiva e quindi non come semplici ritorni in patria ma come vere e proprie esperienze migratorie

Obiettivi

La cornice entro cui viene proposta l’attività di ricerca è orientata alla convergenza in una prospettiva integrata dello studio dei differenti fenomeni migratori, che nel corso del tempo si sono spesso presentati fianco a fiano nei medesimi luoghi. Il caso-studio dei paesi mediterranei (sia a nord che a sud) è a questo proposito estremamente ricco di spunti e di prospettive, soprattutto negli anni che vanno dalla metà del Novecento a oggi, poiché in paesi come l’Italia ma anche come la Spagna, il Marocco, la Tunisia, l’Egitto, la Turchia convivono e si stratificano simultaneamente emigrazioni, immigrazioni, migrazioni interne e migrazioni di ritorno. All’interno dell’approfondimento dei differenti flussi migratori vengono messe in particolare rilievo le dinamiche relative all’impatto delle migrazioni dal punto di vista delle politiche e del mercato del lavoro. Gli obiettivi in sintesi sono riconducibili a 5 orizzonti:

  • rafforzare la ricerca sulle origini, l’evoluzione, le trasformazioni e l’impatto delle migrazioni attraverso la pubblicazione di riviste, saggi, volumi monografici, opere collettanee, rapporti di ricerca, opere pubblicate in ambiente digitale, partecipazione a dizionari ed enciclopedie, manuali scolastici e universitari, opere di ambito specialistico riservate a categorie professionali
  • stimolare la ricerca sulla storia delle migrazioni promuovendo e organizzando convegni di carattere nazionale e internazionale, scuole di alta formazione, corsi di ambito dottorale, seminari, presentazioni di volumi
  • inserire la storia delle migrazioni all’interno della formazione riservata a funzionari pubblici, operatori sociali, funzionari sindacali, dipendenti di aziende private interessati per ragioni professionali al tema
  • promuovere la disseminazione e la divulgazione dei contenuti scientifici in contesti di più ampia diffusione pubblica quali biblioteche, scuole, festival, musei, mezzi di comunicazione di massa quali radio, televisione, web, piattaforme social on line
  • cooperare attivamente con le istituzioni di ricerca nazionali e internazionali quali università, enti pubblici e privati, fondazioni

Attività

  • analisi comparata dei flussi migratori nei paesi mediterranei in età contemporanea nella prospettiva di una integrazione delle fonti disponibili
  • analisi comparata delle politiche migratorie nei paesi mediterranei in età contemporanea
  • mappatura e valorizzazione delle fonti storiche finalizzate alla ricostruzione dei fenomeni migratori nei paesi mediterranei in età contemporanea
  • ricostruzione delle esperienze di mobilità di breve, corto e lungo raggio in età contemporanea nei paesi mediterranei con particolare attenzione ai fenomeni di urbanizzazione e agli spostamenti stagionali
  • analisi comparata dei mercati del lavoro nei paesi mediterranei in età contemporanea con particolare attenzione alle dinamiche del reclutamento e del collocamento di manodopera migrante
  • analisi comparata delle forme di insediamento territoriale delle popolazioni migranti nei paesi mediterranei in età contemporanea
  • analisi cronologica dei flussi migratori nei paesi mediterranei in relazione alle principali periodizzazioni individuate dalla storiografia
  • analisi delle differenze di genere nell’evoluzione dei fenomeni migratori nei paesi mediterranei
  • analisi dei flussi migratori interni e internazionali a partire dalla stratificazione delle generazioni coinvolte
  • elaborazione di prodotti scientifici di alto profilo
  • organizzazione di convegni e seminari di ambito nazionale e internazionale
  • elaborazione di corsi di formazione e corsi di aggiornamento
  • organizzazione di incontri pubblici di divulgazione e disseminazione
  • realizzazione di approfondimenti per conto di istituzioni nazionali e internazionali

Tematiche

Le tematiche affrontate si possono ricondurre a otto filoni:

  • storia dell’immigrazione straniera in Italia, con particolare riguardo al periodo compreso tra il 1945 e i nostri giorni
  • le migrazioni interne in Italia e nei paesi mediterranei: analisi, evoluzione, specificità, cesure e continuità dall’età moderna a oggi
  • l’emigrazione dall’Italia e dall’Europa meridionale all’estero in età contemporanea: flussi, politiche, lavoro, origini e conseguenze
  • la storia delle migrazioni e delle mobilità nel Mediterraneo dall’antichità a oggi: la costruzione di percorsi e approcci sul lungo periodo
  • urbanizzazione, città, insediamento e trasformazioni nel contesto del Mediterraneo in età contemporanea
  • migrazioni internazionali e dimensione globale in età contemporanea
  • le migrazioni e la storia del lavoro in età contemporanea
  • la storia delle politiche migratorie in età contemporanea

Collaborazioni

Il gruppo di lavoro conta numerose collaborazioni con istituzioni, enti di ricerca, università, fondazioni, ne ricordiamo solo alcune: Master in Immigrazione e politiche pubbliche di accoglienza e integrazione Università Federico II di Napoli, Centro di elaborazione culturali MoMi (Mobilità e Migrazioni) Università L’Orientale di Napoli, Fondazione Centro Studi Emigrazione, Società Italiana di Storia del Lavoro, Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici Università della Tuscia, Fondazione Alsos, Museo nazionale dell’emigrazione italiana, Forum italiano ed europeo di ricerche sull’immigrazione, Centro Altreitalie, Fondazione Migrantes, Cooperativa Dedalus, Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Biblioteche di Roma, Fondazione Golinelli, Unione forense per i diritti umani, Mitecube Srl, Società italiana di demografia storica, Associazione italiana studi di popolazione, Dipartimento Scienze Politiche Università Federico II di Napoli, Dipartimento scienze umane e sociali Università L’Orientale di Napoli, Dipartimento Civiltà e forme del sapere Università di Pisa, Laboratorio di storia delle migrazioni Università Modena e Reggio Emilia, Istituto nazionale Ferruccio Parri – Rete degli istituti per la storia della resistenza e dell’età contemporanea. A partire dal 2020 è nata l’Unità di ricerca presso terzi costituita da Ismed Cnr e da Biblioteche di Roma avente come progetto di ricerca il tema “Storia delle migrazioni: ricerca e disseminazione”.
Aggiornamenti e materiali prodotti sono visibili sul sito web:
www.roma150immigrazioni.it 
A partire dal 2014 nell’ambito delle attività di ricerca viene pubblicato il Rapporto annuale sulle migrazioni interne, a cura di Michele Colucci e Stefano Gallo.
Aggiornamenti materiali sono visibili sul sito web:
www.migrazioninterne.it

Prodotti

La linea produce monografie, articoli scientifici nazionali e internazionali e un rapporto annuale sulle migrazioni interne. Inoltre, le attività di ricerca trovano sbocco in molteplici attività di divulgazione e formazione.

Responsabile: Stefania Pafumi

Abstract

La linea di ricerca affronta, con percorsi multi- e interdisciplinari, lo studio dei fenomeni e delle dinamiche che hanno caratterizzato i paesaggi culturali del Mediterraneo antico, luogo privilegiato di interazione e contaminazione, di diffusione di uomini, saperi e tecnologie, di conflitti e identità.
Essa intende indagare e contestualizzare su scala locale, regionale o globale, sia il ruolo dell’ambiente e delle risorse naturali, sia quello dell’uomo nel modellare e modificare il paesaggio, i processi sociali e produttivi, le interrelazioni culturali dall’antichità ad oggi, attraverso il Medioevo e l’età moderna.
Sfruttando le competenze storico-artistiche ed archeologiche, epigrafiche e paleografiche, linguistico-letterarie e storico-filosofiche presenti nell’istituto e promuovendone l’interazione con le scienze sociali e con le tecnologie più innovative, le attività di ricerca comprendono temi tradizionali dell’antichistica applicata al patrimonio culturale mobile e immobile, materiale e immateriale del Mediterraneo, in un’ottica di longue durée e attraverso un approccio olistico che tenga conto anche delle specificità di casi particolari, per contribuire attraverso nuove letture e sempre possibili riletture delle componenti antiche ad una migliore comprensione del mondo contemporaneo.

Obiettivi

L’obiettivo della linea di ricerca è quello di generare nuova conoscenza scientifica sui fenomeni storico-politici, socio-economici e culturali delle società antiche del bacino del Mediterraneo, al fine non solo di migliorare la comprensione delle civiltà che li hanno prodotti, ma anche di rendere le conoscenze acquisite capaci di un’azione concreta sulla società contemporanea, migliorando i processi di tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale e favorendo il libero accesso e riuso dei dati prodotti. Lo scopo è giungere, attraverso casi studio selezionati come contesti di analisi e indagine, a metodologie nuove, integrate e replicabili, che attraverso la contestualizzazione della documentazione antica permettano di affrontare in prospettiva multidisciplinare lo studio di sistemi culturali complessi antichi e moderni.

Gli obiettivi trasversali comuni ai progetti che afferiscono a questa linea di ricerca sono:

  • lo sviluppo di nuovi modelli di lettura del patrimonio storico-archeologico (includendo quello conservato nei depositi museali di cui vanno migliorate le condizioni di conoscenza, conservazione e valorizzazione) nei diversi contesti antichi e post-antichi.
  • l’adozione di processi innovativi ed integrati di archiviazione e gestione delle informazioni in termini di transizione digitale;
  • l’applicazione di strategie all’avanguardia per la valorizzazione del patrimonio stesso e per un approccio più partecipativo e condiviso dei cittadini e delle comunità odierne ai contesti ed ai contenuti della ricerca sul mondo antico.
  • la comunicazione dei risultati della ricerca attraverso attività di divulgazione che potranno essere intraprese di concerto con i colleghi dell’istituto che si occupano di Terza Missione.

Attività

Le attività di ricerca previste vanno dalla raccolta, elaborazione, archiviazione e gestione delle informazioni storiche, all’analisi e interpretazione della documentazione materiale (intesa come insieme coerente di documenti sia archeologici che epigrafici raggruppati per provenienza, per tema di interesse, per cronologia o per storia collezionistica) e comprendono tutti i processi di cooperazione possibili, utili a generare nuova conoscenza nell’ambito di progetti di ricerca inter- e multidisciplinari.

Tematiche

Le tematiche previste sono quelle proprie della ricerca storico-archeologica applicata al Mediterraneo antico:

  • la storia sociale e il ruolo di vettori delle culture antiche con particolare riguardo a quelle siro-anatoliche, fenicia, etrusco-italica e greco-romana;
  • la cultura materiale delle società antiche nelle sue varie forme e componenti;
  • la ricostruzione delle vicende antiche e post-antiche degli oggetti recuperati e musealizzati e dei loro diversi contesti di utilizzo e fruizione (contesti archeologici, collezionistici, museali);
  • l’analisi dei processi produttivi (anche di singoli aspetti della cultura materiale) e delle dinamiche sociali ed economiche ad essi sottesi, secondo un approccio sia analitico-diacronico che comparativo;
  • l’analisi di testi sia documentari, sia letterari (a partire dai livelli di alfabetizzazione medi delle culture antiche per continuare con i primi testi epigrafici e con quelli manoscritti) sia iconografici;
  • le interrelazioni culturali tra i gruppi sociali.

Naturale ampliamento tematico è rappresentato dall’analisi dei processi decisivi nella formazione della cultura storica del e sul Mediterraneo, intesa come storia delle idee e della ricerca. Costituiscono, pertanto, ulteriori spazi d’indagine:

  • aspetti ed esiti peculiari della cultura antiquaria e dell’archeologia nel Mediterraneo;
  • gli sviluppi dell’archeologia come scienza storica dal XVIII secolo ad oggi;
  • la sopravvivenza dell’antico nella cultura moderna e contemporanea;
  • la tradizione dell’antico attraverso il Medioevo e l’età moderna;
  • la storia del collezionismo e delle collezioni di antichità;
  • la storia delle biblioteche e dei fondi di antichistica;
  • l’impatto della cultura storica italiana nel Mediterraneo attuale e più in generale nella cultura storica europea.

Principali collaborazioni

Il gruppo di ricerca che afferisce a questa linea collabora stabilmente con: Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Università “Federico II “di Napoli; Museo Civico di Catania e Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania; Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino; Scuola Normale Superiore di Pisa; Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici; Università di Bologna; Università di Saragozza; Alteritas – Interazione tra i popoli, Verona; Museo Nazionale Romano; SABAP Pisa; Museo Civico Archeologico di Fara in Sabina; Ente Italiano della Montagna (EIM); Società Geografica Italiana (SGI); Università di Roma “La Sapienza”; Pontificia Academia Latinitatis; Associazione RESpro. Rete di storici per i paesaggi della produzione; Università degli Studi della Tuscia e Centro Studi Santa Rosa da Viterbo.

Principali prodotti

Pubblicazioni scientifiche monografiche; edizioni critiche di fonti scritte; contributi in collettanee ed atti di convegni; contributi in riviste specialistiche; collane editoriali (Corpus inscriptionum Etruscarum e Thesaurus linguae Etruscae; Dizionario Enciclopedico della Civiltà Fenicia" (DECF) ovvero "Encyclopaedic Dictionary of Phoenician Culture" (EDPC); partecipazione a convegni nazionali e internazionali; partecipazione all’allestimento di nuovi contesti museali e mostre; public engagement con società e territori.

Responsabile: Angela Cuttitta

Abstract

L’attività di ricerca si propone di studiare il mare e la biodiversità come risorsa, nell’ottica della rigenerazione degli ecosistemi marino costieri e per il loro utilizzo sostenibile. Lungi dall’essere un mero traguardo etico e morale, lo studio della biodiversità marina ha implicazioni culturali, economiche e sociali, ed implica valorizzare quello che può definirsi in senso lato “capitale naturale”. Questo, al pari di ogni altro fattore produttivo, è un ingrediente fondamentale perché un sistema economico-sociale, non solo cresca, ma possa svilupparsi lungo un sentiero di sostenibilità. In questo senso, comprendere appieno l’interrelazione tra le attività economiche ascrivibili alle risorse marine e lo studio della biodiversità è elemento essenziale per tracciare indirizzi di policy dirette a regolare e stimolare la crescita economica dei paesi che traggono molto dal mare, anche attraverso la sensibilizzazione e la divulgazione scientifica.

Obiettivi

La linea di ricerca si pone l’obiettivo di studiare il mare e la biodiversità marina come risorsa, l’analisi dei processi che hanno indotto la trasformazione degli ambienti naturali e la valutazione degli effetti dei cambiamenti climatici su ecosistemi, biodiversità, salute e società nel Mediterraneo.
L’interazione fra biologia, oceanografia, ecologia marina e molecolare per l’analisi dello stato, della struttura e del funzionamento degli ecosistemi marini Mediterranei e dei cambiamenti nel biota, consentono infatti lo studio dell’ambiente marino come fattore di sviluppo culturale, economico e sociale. In tale contesto si inserisce lo studio della gestione sostenibile delle risorse biologiche con l’applicazione di metodologie sviluppate su base morfologica, biomolecolare, genetica e biochimica per applicazioni in campo ambientale, sanitario, alimentare, sensoristico e biomedico.

Attività

Le attività fondanti la ricerca sono: la progettazione e la ricerca dei partner; il coinvolgimento dei territori; la pianificazione e la realizzazione di esperimenti in vitro ed in vivo; il campionamento diretto e indiretto di organismi e parametri ambientali; lo studio dello stato e del cambiamento della biodiversità nelle sue componenti strutturali; l’archiviazione e l’analisi dei dati raccolti; l’elaborazione dei risultati attraverso analisi statistica; la generazione di nuovi prodotti, processi e servizi applicabili in differenti settori della blu economy; la divulgazione scientifica delle attività realizzate; la creazione di network per la condivisione dei risultati ottenuti.

Tematiche

Il progetto si colloca all’interno delle seguenti tematiche: blu economy; ecologia marina; ecologia molecolare, biodiversità. I settori della Blu Economy interessati sono: agroalimentare, salute dell’uomo e dell’ambiente, sensoristica ambientale, risanamento.
La ricerca, in coerenza con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, affronta numerose tematiche: progetti e scambi con i paesi Mediterranei; protezione delle risorse marine; sicurezza alimentare e pesca sostenibile; valorizzazione dei residui e delle plastiche per nuove forme di carburanti. La ricerca inoltre, ricade all’interno dell’ambito tematico 6 “Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura, ambiente” del PNR 2021 – 2027, ed in particolare nel sotto ambito 6.5 Conoscenza, innovazione tecnologica e gestione sostenibile degli ecosistemi marini.

Principali collaborazioni

La ricerca, oltreché ad una consolidata interazione con altri istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche, si avvale di un’ampia rete relazionale strutturata da numerose istituzioni scientifiche nazionali e internazionali, oltre che da numerose amministrazioni pubbliche e stakeholder operanti nel Mediterraneo. In particolare:

  • Food and Agriculture Organization (FAO) of the United Nations
  • United Nations Children's Fund (UNICEF) of the United Nations
  • Columbia University (New York, Tunisi)
  • Universidad de Deusto (Bilbao)
  • Istituto Espanol de Oceanografia (Malaga, Vigo, Baleari)
  • ISTMT (Tunisi)
  • Universitè di Sfax (Tunisi)
  • UTAP (Tunisi)
  • CNRS (Libano)
  • University of Belgrade (Belgrado)
  • École d'Ingénieurs en informatique et prévention des risqué (Saint Barthelemy D’Anjou)
  • Shemyakin-Ovchinnikov Institute of Bioorganic Chemistry (Russian Federation)
  • Institute of Molecular Medicine (Russian Federation)
  • Sechenov First Moscow State Medical University (Mosca)
  • LUMSA Università (Roma, Palermo)
  • Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano)
  • Università degli studi di Palermo (DEMS, DISTEM, STEBICEF, DiFC)
  • Università di Urbino “Carlo Bo” (DiSPeA)
  • Università degli studi di Firenze (DISEI)
  • Istituto Superiore di Sanità
  • INGV (Pisa, Palermo)
  • ARPA Sicilia
  • ISPRA
  • Stazione Zoologica Italiana Anthon Dorn

Principali prodotti

Pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed di impatto internazionale e capitoli in libri.
Report tecnici e prodotti di divulgazione su CNR Edizioni e SOLAR CNR.
Data base scientifici, prototipi e brevetti.
Partecipazione a tavoli di governance regionali.
Sviluppo di accordi e collaborazioni con Università, Centri di ricerca, partner pubblici e privati.

Responsabile: Rosaria Battarra

Abstract

La pianificazione urbanistica e territoriale rientra nel macrosettore 08/F1 “Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale” che rappresenta la combinazione dei settori: ICAR/20 “Tecnica e pianificazione urbanistica” e ICAR/21 “Urbanistica”.
La linea di ricerca si colloca pienamente all’interno di questo ambito essendo dedicata ad approfondire gli aspetti di ricerca relativi al governo delle trasformazioni urbane e territoriali in una fase di profondo ripensamento degli strumenti, dei metodi e delle tecniche di pianificazione. È infatti necessario modificare gli approcci e i paradigmi che hanno finora guidato lo sviluppo urbano e territoriale per favorire la transizione verso una società più attenta all’uso delle risorse non rinnovabili e orientata verso soluzioni sostenibili da un punto di vista ambientale.
Se negli ultimi decenni, il principio che ha guidato la crescita dei sistemi urbani contemporanei è stato soprattutto la competitività, al fine di vincere le sfide della globalizzazione, anche a scapito della tutela dell’identità dei luoghi e di uno sviluppo sostenibile, oggi, a causa di una crescente e globale crisi economica, dell’elevato consumo delle risorse territoriali, nonché dell’attuale pandemia, le città devono rivedere le proprie agende per promuovere strategie di adattamento innovativo alle continue emergenze.
Condizione necessaria è che le trasformazioni dell'ambiente costruito siano il riflesso non solo dei cambiamenti politici, economici e culturali, ma anche della esperienza quotidiana che le persone hanno dello spazio urbano.
In continuità con tali concetti costituiscono importanti riferimenti la Nuova Agenda Urbana, che rappresenta una visione condivisa per un futuro migliore e più sostenibile, la 2030 Agenda for Sustainable Development, con i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), e le politiche nazionali ed europee di cooperazione all’interno del bacino del Mediterraneo.
La ricerca avrà quale ambito prioritario di applicazione i sistemi insediativi del Mediterraneo, quale macroarea di attenzione specifica dell’ISMed. In particolare saranno oggetto di studio: i sistemi urbani e metropolitani, i centri storici, le periferie, gli spazi pubblici, le aree dismesse.

Obiettivi

Gli obiettivi della linea di ricerca sono:

  1. analizzare ed approfondire le tendenze più recenti ed innovative nel campo della pianificazione del territorio e delle città in una prospettiva locale ed internazionale;
  2. approfondire l’evoluzione delle metodologie, delle tecniche e dei processi che fanno della pianificazione uno strumento rilevante nella predisposizione ed attuazione di azioni di adattamento e mitigazione dei rischi;
  3. individuare e progettare fattori e connessioni che determinato la qualità della vita, la vivibilità e la salute degli ambienti antropizzati.

Questi obiettivi costituiscono una base di riferimento non esaustiva. Essi possono essere ampliati ed integrati.

Attività

Le molteplici attività di ricerca possono riassumersi nella necessità di approfondire metodologie e modalità per la tutela, lo sviluppo e la trasformazione della città, del territorio e del loro patrimonio culturale in modo che siano compatibili con le attuali e future esigenze di sostenibilità ambientale e sociale, all’interno di una visione olistica del territorio.
Ciò comporta una specifica attenzione allo studio delle tendenze in atto, alla messa a punto di strumenti di mitigazione dei rischi naturali e antropici, all’approfondimento del ruolo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, e alla individuazione di best practices nazionali ed internazionali. Da essi possono derivare nuovi approcci alla progettazione e alla pianificazione rivolti alla rigenerazione urbana e territoriale e alla valorizzazione delle risorse culturali al fine di migliorare i livelli di sostenibilità ambientale, di qualità urbana e di inclusione sociale.

Tematiche

Le tematiche che fanno capo al progetto di ricerca hanno come comune denominatore la sostenibilità nella sua triplice accezione e l’approccio olistico. Esse riguardano:

  • teorie, metodi, tecniche e strumenti per l’analisi, la programmazione, la pianificazione, la progettazione e la gestione degli interventi di trasformazione dell’ambiente, del paesaggio, dei sistemi urbani e territoriali, delle strutture organizzative e delle morfologie degli insediamenti umani;
  • teorie, metodologie e strumenti per l’analisi e il progetto di ambienti urbani salubri e vivibili;
  • analisi, valutazione e progetto dell’insediamento umano in relazione al suo sviluppo storico, alla situazione sociale ed economica, alla realtà paesaggistica, al contesto ambientale, al patrimonio culturale e ai fattori di rischio naturale ed antropico;
  • problematiche connesse al governo del territorio e alle valutazioni strategiche;
  • metodi, strumenti e pratiche di pianificazione fisica e di progettazione mirati al recupero, riqualificazione e rigenerazione sostenibile e resiliente degli insediamenti alle diverse scale;
  • integrazione tra pianificazione urbana e territoriale e misure di mitigazione e adattamento per far fronte agli impatti del cambiamento climatico
  • ICT e città: nuove soluzioni per città inclusive e sostenibili

Principali collaborazioni

  • Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Napoli Federico II
  • Dipartimento di Architettura dell’Università di Napoli Federico II
  • Dipartimento di Ingegneria dell’Università del Sannio
  • INU – Istituto Nazionale di Urbanistica
  • SIU – Società Italiana degli Urbanisti
  • EURA – European Urban Research Association
  • Enti locali (Comuni, Regione, Città Metropolitana)

Principali risultati e prodotti collettivi

  • Monografie scientifiche e pubblicazioni su riviste, volumi e atti di convegno di impatto a livello nazionale ed internazionale
  • Progetti di Ricerca
  • Collaborazioni scientifiche con enti territoriali e soggetti che operano nel campo della ricerca, dell’alta formazione, della cultura e della pianificazione del territorio
  • Organizzazione di eventi scientifici e culturali

Responsabile: Luisa Errichiello

Abstract

Nel corso degli ultimi decenni l’informatizzazione e lo sviluppo di tecnologie digitali hanno creato crescenti opportunità di innovazione per le imprese, consentendo l’ottimizzazione dei processi, la customizzazione di prodotti e servizi, la flessibilità organizzativa. Un aspetto centrale dei processi di digitalizzazione e trasformazione digitale attiene ai mutamenti nell’organizzazione del lavoro e alla crescente adozione di modelli, come il lavoro remoto, lo smart working e i team virtuali, basati su criteri di flessibilità spazio-temporale.
La linea di ricerca si inserisce nell’attuale dibattito scientifico incentrato sulla necessità per le imprese di raggiungere un certo grado di maturità digitale, interrogandosi sulle traiettorie di adozione e sviluppo delle tecnologie digitali e sui meccanismi con cui esse consentono di ridefinire in modo sostenibile le strategie, riprogettare l’organizzazione, ripensare i modelli di business, creando maggiore valore all’interno di ecosistemi e catene del valore globali. Privilegiando il focus sui paesi del bacino Mediterraneo, la linea di ricerca mira a elaborare modelli teorici e chiavi interpretative dei differenziali di maturità digitale e innovazione delle imprese dei diversi paesi e regioni dell’area e ad elaborare linee guida e misure di policy orientate a ridurre i divari esistenti, supportando l’adattamento, la resilienza e lo sviluppo di capacità dinamiche.

Obiettivi

La linea di ricerca intende ampliare l’attuale stato delle conoscenze sui processi di digitalizzazione e trasformazione digitale delle imprese, analizzando in che modo l’adozione di una o più tecnologie digitali, come quelle mobili e social, il cloud computing, le piattaforme, la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale influenzi la strategia aziendale e le dinamiche di cambiamento organizzativo. Le aziende che mirano a trasformarsi digitalmente, infatti, hanno bisogno di innovare, acquisendo e sviluppando nuove risorse e capacità, ridisegnando le strutture e i processi, adottando modelli di lavoro agile e virtuale, ma anche di integrare ciò che è nuovo con le risorse, i processi e le capacità esistenti. Gli obiettivi specifici della linea includono la comprensione dei fattori che favoriscono la transizione verso livelli crescenti di maturità digitale; dell’impatto della digitalizzazione sulle performance aziendali e dei differenziali esistenti tra imprese di aree, regioni e paesi; dei meccanismi attraverso i quali le aziende possono acquisire specifiche risorse digitali e sviluppare nuove competenze individuali e capacità organizzative; dei principi di progettazione di strutture organizzative agili; delle soluzioni manageriali ai trade-off generati dall’adozione di modelli di lavoro digitale e remoto in termini di flessibilità operativa ed esigenze di controllo ed efficienza. Al riguardo, particolare attenzione verrà data allo smart working e alle varie forme di lavoro flessibile e remoto abilitate dalle ICT. La loro adozione, per effetto della distanza innesca una profonda trasformazione delle strutture relazionali, nonché delle pratiche organizzative e ha forti implicazioni di natura psicologica, sociale ed ambientale. Tali innovazioni, inoltre, si possono scontrare con barriere di natura culturale e la difficoltà ad abbandonare i tradizionali modelli manageriali fondati sulla visibilità fisica. Trasversale alle varie ricerche è, infine, l’interesse a comprendere in che misura e attraverso quali leve strategiche ed organizzative le traiettorie di innovazione abilitate dalle tecnologie digitali siano guidate da principi di etica del business e orientate al raggiungimento di obiettivi di sostenibilità ambientale e sociale, oltre che economica.

Attività

La natura complessa dei fenomeni di digitalizzazione e trasformazione digitale, che investono la strategia, l’organizzazione, i sistemi informativi, le filiere ed il marketing, richiede l’adozione di un approccio multidisciplinare e si avvale dell’apporto di molteplici corpus di conoscenze, come la filosofia e la sociologia, poste in dialogo con le scienze aziendali. Le attività di ricerca consistono principalmente in approfondimenti di natura teorica, costruzione di banche dati, progettazione e realizzazione di indagini empiriche di natura quali-quantitativa condotte con i metodi della ricerca sociale, tra cui casi studio, interviste, inchieste, osservazione, e analisi documentale. Le attività di ricerca prendono a disamina le strategie, i processi e gli effetti prodotti da uno o più aspetti della trasformazione digitale a livello individuale, organizzativo e di rete. Infatti, le infrastrutture digitali emergenti sono aperte, flessibili e malleabili e molte tecnologie producono cambiamenti che travalicano i confini della singola impresa o settore, coinvolgendo più ampi ecosistemi. Tuttavia, la prospettiva analitica privilegiata sarà quella incentrata sull’analisi delle specifiche attitudini, esperienze e processi di appropriazione delle tecnologie da parte di lavoratori e manager, e dagli effetti prodotti dal loro utilizzo sulle routine organizzative e su varie misure di performance.
Le attività svolte nell’ambito della linea saranno valorizzate attraverso la partecipazione a convegni scientifici internazionali e nazionali e la pubblicazione dei principali risultati in riviste e volumi specializzati. L’attività di disseminazione e divulgativa scientifica sarà svolta principalmente attraverso l’organizzazione e la partecipazione a seminari, workshop e giornate formative rivolte ad un pubblico variegato di attori, tra cui manager, imprenditori, professionisti, dipendenti aziendali, consulenti, policy maker, rappresentanti istituzionali ed associazioni. Infine, il team di ricerca sarà costantemente impegnato nell’individuazione di opportunità di finanziamento per specifiche attività di ricerca e nel rafforzamento e ampliamento della rete di collaborazione sia con università e centri di ricerca italiani e stranieri, quanto con imprese, associazioni, istituzioni, enti pubblici e privati.

Tematiche

Il progetto si articola nelle seguenti tematiche di ricerca:

  1. Strategie di innovazione digitale, nuovi modelli di business e creazione del valore delle imprese;
  2. Impatto delle tecnologie digitali sui processi di organizing;
  3. Modelli di lavoro flessibile e remoto abilitati dalle ICT;
  4. Progettazione organizzativa dei luoghi di lavoro fisici e virtuali;
  5. Nuove tecnologie, processi identitari e benessere digitale;
  6. Tecnologie digitali, innovazione e sviluppo sostenibile dell’impresa
  7. Maturità digitale e sviluppo socio-economico di regioni e paesi

 Principali collaborazioni

Tra le varie collaborazioni attive, di particolare rilevanza la partecipazione del team di ricerca al Research Group on Collaborative Spaces (RCGS), un network indipendente ed internazionale di ricercatori in discipline umanistiche e scienze sociali, rappresentanti del mondo operativo e attivisti, incentrato su nuove pratiche di lavoro e trasformazioni dei workplace nel contesto della sharing economy. I membri della rete sono collettivamente impegnati nella condivisione di ricerche ma anche nel produrre un impatto sulla società e le organizzazioni, attraverso la produzione di articoli, rapporti e note di ricerca, white paper, nonché l’organizzazione annuale di un simposio.

Principali prodotti

Pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed di impatto internazionale. Report tecnici e prodotti di divulgazione. Data base scientifici. Capitoli in libri. Sviluppo di accordi e collaborazioni con Università, Centri di ricerca, partner pubblici e privati.

Responsabili: Piera Buonincontri e Roberto Micera

Abstract

La linea di ricerca intende favorire l’avanzamento della conoscenza sul tema del turismo quale settore chiave dell’economia del Mediterraneo, particolarmente interessante in virtù dell’intrinseco carattere sistemico di tale settore, della sua complessità organizzativa e delle sue interdipendenze con l’intero sistema economico.
I numerosi paesi che si affacciano sul Mediterraneo presentano caratteristiche economiche, sociali, culturali e politiche anche molto diverse tra loro. Si tratta di paesi che si trovano in fasi di sviluppo economico differenti, e che affrontano in modo diverso le principali sfide dell’era attuale, prime tra tutte quelle che riguardano il progresso tecnologico e lo sviluppo sostenibile. In un contesto simile, studiare il fenomeno “turismo” considerando la regione del Mediterraneo come una destinazione integrata, permette di sviluppare strategie efficaci volte a collegare tra loro aree anche molto differenti affinché possano rafforzarsi reciprocamente e promuovere una crescita più equilibrata dell'intero bacino.
Il settore del turismo, se adeguatamente strutturato e gestito, è in grado di assumere un ruolo fondamentale nell’avviare strategie di sviluppo coerenti con le identità dei territori e avere impatti positivi sull'economia, la cultura e la società di tutti i paesi e le isole del Mediterraneo.

Obiettivi

La linea di ricerca si concentra sullo studio delle nuove tendenze legate all’economia ed al management del turismo al fine di sviluppare una base di conoscenze utili sia per le singole organizzazioni che operano nel turismo, sia per i policy maker, chiamati ad affrontare le numerose sfide del contesto competitivo. Attraverso gli studi sul settore, si intende rendere l’ISMed un punto di riferimento per la comunità scientifica interessata alla ricerca sul turismo nel Mediterraneo.
La linea di ricerca si pone l’obiettivo di indagare i modelli innovativi di gestione delle imprese, delle reti e delle destinazioni turistiche.
Inoltre, particolare attenzione è dedicata allo studio del marketing esperienziale nel turismo, con l’obiettivo di comprendere il ruolo attivo dei consumatori nei processi decisionali e di sviluppo delle organizzazioni e per esaminare in che modo le nuove tecnologie possono favorire la fruizione e la valorizzazione delle attrazioni turistiche e delle risorse culturali.

Attività

Da un punto di vista metodologico, si privilegia un approccio multidisciplinare implicito alla natura dei tourism studies. Gli obiettivi della linea di ricerca sono perseguiti attraverso studi teorici e analisi empiriche che integrano l’ottica della domanda con quella dell’offerta.
Nello specifico, le attività di ricerca previste sono: studio della letteratura su temi specifici inerenti il settore del turismo e dei beni culturali; realizzazione di review della letteratura, al fine di individuare i principali filoni, trend e argomenti emergenti; raccolta, elaborazione ed analisi di dati empirici, sia attraverso indagini desk che field; interpretazione e studio delle analisi empiriche; lettura delle analisi empiriche attraverso modelli concettuali e teorie presenti in letteratura, al fine di individuare gli aspetti più innovativi emergenti dallo studio della realtà e le principali caratteristiche dell’oggetto di studio.

Tematiche

Le tematiche attualmente affrontate dalla linea di ricerca sono molteplici, in quanto molteplici sono gli aspetti connessi all’economia e management del turismo: il ruolo delle nuove tecnologie per favorire la fruizione, la promozione e la gestione di prodotti/servizi turistici e culturali; la tourism experience ed i processi di co-creazione di valore generati dall’interazione turista-sistema d’offerta turistico e culturale; le dinamiche caratterizzanti il destination management attraverso l’adozione di un approccio inclusivo e partecipativo in grado di garantire uno sviluppo “intelligente e sostenibile” (smart tourism destination e destination sustanability); gli aspetti innovativi per lo sviluppo sostenibile di una destinazione (il ruolo dei turisti, della comunità locale e degli operatori); la sharing economy quale opportunità di crescita delle organizzazioni turistiche attraverso l’economia collaborativa e l’utilizzo delle nuove tecnologie; le strategie di crisis and disaster management per il rilancio delle destinazioni colpite dalla pandemia COVID-19; gli impatti del turismo sulle economie locali; il ruolo del turismo culturale sullo sviluppo locale; gli eventi quali strumenti di marketing per la valorizzazione delle destinazioni turistiche.

Principali collaborazioni

Il gruppo di ricerca collabora stabilmente con gruppi di ricerca di accademici esperti nei temi del tourism and destination management e con associazioni di categoria ed enti pubblici sovranazionali, nazionali e locali del settore turistico. Tra gli accordi di collaborazione formalizzati per attività di ricerca e di terza missione vanno annoverati quelli con la Società Italiana Scienze del Turismo (Sistur), la Fondazione ITS BACT – ITS del turismo e dei beni culturali della Campania, il Centro Interdipartimentale di Ricerca Laboratorio di Urbanistica e Pianificazione territoriale “Raffaele d’Ambrosio” e la DMO Mediterranean Pearls.

Principali prodotti colletivi di ricerca

Il Rapporto annuale "Tourism Studies on the Mediterranean Region" edita dalla McGraw Hill ha l’obiettivo di delineare un quadro aggiornato sullo stato dell'arte degli studi sul turismo nel bacino del Mediterraneo. I volumi della collana propongono nuovi modelli, metodologie e strumenti di analisi, fornendo linee guida innovative utili ad affrontare le sfide dei paesi del Mediterraneo e riequilibrare i divari economici, sociali e culturali che persistono tra i paesi della sponda Nord e Sud di quest’area. Questo rappresenta il “primo passo” verso la realizzazione di un vero e proprio Osservatorio sul turismo dei paesi del Mediterraneo.

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