La VISIONE DELL’ISMed: “per un Mediterraneo di pace e prosperità”
L’ISMed s’ispira ad una Visione di un Mediterraneo di pace e prosperità, basata sui valori che accomunano i Paesi dell’area.
Nasce dall’idea che il Mediterraneo può essere un’opportunità di crescita e sviluppo sia per i paesi più ricchi della sponda nord che per quelli della sponda sud e dalla consapevolezza che la ricerca scientifica è lo strumento per concretizzare queste opportunità.
La MISSIONE DELL’ISMed
La missione dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo (ISMed) è identificare e analizzare le dinamiche dei processi di crescita e sviluppo socio-economico dei paesi dell’area Mediterranea. Attraverso un approccio fortemente interdisciplinare e di lungo periodo, la ricerca dell’ISMed si concentra su temi specifici quali lo studio delle migrazioni, l’energia e l’ambiente, la natura dei processi di sviluppo economico e sociale, la logistica e i trasporti, lo sviluppo urbano, lo sviluppo delle infrastrutture di rete e la diffusione delle tecnologie in ambiti socio-economici e culturali, il patrimonio artistico e culturale.
L’attività di ricerca non ha solo finalità meramente scientifiche e accademiche ma ha anche intenti informativi e divulgativi.
Lo scopo ultimo dell’ISMed è quello di fornire teorie interpretative dei fenomeni, proiezioni sui possibili scenari futuri e indirizzi di policy che possano essere di supporto a interventi mirati per ridurre gli squilibri e stimolare la crescita dell’area.

Crisi finanziarie, sistemi di credito o forme di beneficienza, difficoltà di offrire garanzie, esclusioni dai prestiti: temi molto attuali ma che affondano le loro radici nel passato. Nelle regioni euromediterranee esiste infatti una lunga storia che ha visto nascere e diffondersi nel tempo diversi istituti e forme di assistenza finanziaria, che in alcuni casi hanno dato origine a vere e proprie banche.
È stato pubblicato il volume
Nei banchi pubblici napoletani.
Repertorio dei titolari dei conti con maggiore movimentazione tra il 1734 e il 1804.
a cura di Daniela Ciccolella e Luigi De Matteo
Cnr edizioni, Roma 2021
In occasione del G20 del 20-21 luglio 2021 a Napoli, dedicato ai temi dell'ambiente, Gabriella Corona (CNR-ISMed) ci offre una importante riflessione sulla necessità di formazione in materia di storia ambientale, per aprirci alla conoscenza di quei processi di lungo periodo che hanno condotto ai problemi ambientali di oggi.
Marco Armiero, dirigente di ricerca del CNR-ISMed e direttore dell’Environmental Humanities Laboratory del Royal Institute of Technology di Stoccolma, è stato confermato lo scorso 9 luglio 2021 Presidente della European Society for Environmental History (ESEH).
È stato pubblicato il libro
Consulte, rappresentanze, progetti per l'economia del Regno di Napoli, I, 1734-1739
a cura di D. Ciccolella, A. Clemente, B. Salvemini
CNR Edizioni 2021
È stato pubblicato il libro:
Wasteocene
Stories from the Global Dump
di Marco Armiero
Cambridge University Press 2021
E' stato pubblicato il libro
Underground Built Heritage Valorisation. A Handbook
Proceedings of the First Underground4value Training School
Azione COST CA18110, collana Heritage and Community Identity, 1
a cura di Giuseppe Pace e Renata Salvarani
CNR Edizioni (2021)
E' stato pubblicato il libro
Benessere e salute delle città contemporanee
a cura di Francesco Domenico Moccia e Marichela Sepe
INU Edizioni
L'ISMed svolge, promuove e coordina attività di ricerca con obiettivi di eccellenza in ambito nazionale e internazionale, finalizzate all'ampliamento delle conoscenze nel settore delle scienze umane, individuati nel quadro della cooperazione ed integrazione europea e della collaborazione con le università e con altri soggetti sia pubblici sia privati. Svolge attività di comunicazione e promozione della ricerca, curando la diffusione dei relativi risultati economici e sociali all'interno del Paese. Collabora con la regione e le amministrazioni locali, al fine di promuovere attraverso iniziative di ricerca congiunte lo sviluppo delle specifiche realtà produttive del territorio.
L’Istituto svolge un ruolo importante in molte attività di terza missione, quali la divulgazione dei risultati della ricerca scientifica al grande pubblico, la partecipazione in comitati e consulte, l’attività di formazione anche nei percorsi di alternanza scuola-lavoro e l’attività di supporto alle aziende.