Economia e biologia della pesca per la gestione sostenibile delle risorse marine

Responsabili: Vito Pipitone e Marco Torri

Abstract

L’attività di ricerca si propone di colmare uno spazio tuttora poco studiato nell’ambito dello sfruttamento delle risorse marine del Mediterraneo attraverso un approccio integrato che unisce biologia della pesca, ecologia marina, oceanografia, genetica, biochimica, economia, politica economica, statistica, sociologia e storia economica. La pesca rappresenta infatti un settore strategico non solo per la produzione alimentare, ma anche per l’identità culturale, la coesione sociale e la sostenibilità economica delle comunità costiere.

La contestuale comprensione delle dinamiche ecologiche degli stock e dei loro riflessi socio-economici rappresenta un prerequisito fondamentale per la gestione sostenibile delle risorse marine. La ricerca mira a comprendere lo stato delle popolazioni ittiche, i meccanismi biologici che regolano crescita, riproduzione e reclutamento, nonché gli effetti delle variabili ambientali e climatiche sulle prime fasi del ciclo vitale delle specie marine.

Particolare attenzione è rivolta ai piccoli e grandi pelagici di interesse commerciale ed ecologico, come acciughe, sardine, tonni e altre specie chiave degli ecosistemi marini mediterranei. Queste specie svolgono un ruolo centrale sia nelle reti trofiche marine sia nei sistemi produttivi della pesca, rappresentando un punto di connessione tra ambiente, economia, sicurezza alimentare e società.

Parallelamente, la linea di ricerca integra l’analisi biologica con un approccio socio-economico quantitativo volto a comprendere il funzionamento del settore della pesca nel Mediterraneo. In particolare, vengono analizzate le dinamiche micro, meso e macroeconomiche della filiera ittica, con riferimento al comportamento degli operatori, alla struttura dei mercati, alla formazione e trasmissione dei prezzi lungo la catena del valore, allo sviluppo delle comunità costiere e al contributo del settore alle economie regionali e nazionali.

L’obiettivo è produrre conoscenze, modelli bioeconomici e strumenti utili a orientare politiche pubbliche, strategie di gestione e percorsi di sviluppo sostenibile nel quadro della Blue Economy.

Obiettivi

La linea di ricerca ha l’obiettivo generale di studiare le risorse ittiche marine come componente fondamentale del capitale naturale, economico e sociale del Mediterraneo, integrando l’analisi biologica degli stock con lo studio dei sistemi produttivi, dei mercati e delle comunità costiere.

In particolare, la ricerca intende contribuire alla valutazione dello stato delle risorse ittiche attraverso piani di monitoraggio biologico, raccolta di dati in mare e in laboratorio, analisi delle popolazioni e studio delle fasi sensibili del ciclo vitale. Lo studio della crescita, della struttura per età, della riproduzione e del reclutamento consente di comprendere i processi che regolano la produttività degli stock e la loro risposta alla pressione di pesca e ai cambiamenti ambientali.

Tra gli obiettivi principali vi è l’analisi delle prime fasi del ciclo vitale, con particolare riferimento a uova e larve, che rappresentano una componente cruciale per comprendere il successo riproduttivo delle specie ittiche. Attraverso metodologie morfologiche, genetiche, biochimiche ed ecologiche, la ricerca mira a identificare le specie, valutare la condizione larvale, analizzare la distribuzione spaziale e temporale delle uova e delle larve e comprendere il ruolo delle variabili ambientali nel determinare il reclutamento.

Sul piano socio-economico, la linea di ricerca si propone di sviluppare un’analisi integrata dei sistemi produttivi della pesca, articolata su tre livelli. A livello microeconomico, studia le decisioni dei consumatori, delle imprese di pesca, degli intermediari e dei distributori. A livello meso-economico approfondisce le filiere ittiche, la struttura dei mercati locali e i meccanismi di formazione e trasmissione dei prezzi lungo la catena del valore. Mentre a livello macroeconomico approfondisce il contributo del settore della pesca alle economie regionali e nazionali, in termini di valore aggiunto, occupazione, commercio e interazioni intersettoriali, anche mediante modelli input-output e contabilità economica territoriale.

Un obiettivo centrale è lo sviluppo e l’applicazione di modelli bioeconomici strutturali e dinamici, in grado di integrare la dinamica degli stock ittici con il comportamento economico degli operatori e di simulare scenari alternativi di gestione delle risorse.

Le attività intendono inoltre valutare in modo causale gli effetti delle politiche pubbliche e dei regimi regolatori, attraverso approcci controfattuali e strumenti di economia sperimentale e comportamentale. Questi ultimi sono impiegati per analizzare le risposte degli operatori a diversi schemi di incentivo, il grado di compliance alle normative e i meccanismi di cooperazione nella gestione di risorse comuni.

Un ulteriore obiettivo è la costruzione di indicatori socio-economici e bioeconomici della sostenibilità, che consentano di valutare congiuntamente le dimensioni ecologiche ed economiche della pesca e supportino politiche pubbliche basate su evidenze empiriche.

Attività

Le attività fondanti della linea di ricerca comprendono la progettazione di piani di monitoraggio per la valutazione degli stock ittici, il campionamento in mare e nei mercati, la raccolta di dati biologici, ambientali ed economici e la costruzione di database integrati a supporto dell’analisi scientifica e della gestione delle risorse.

Per la componente biologica, le attività includono il monitoraggio delle popolazioni ittiche, la raccolta di dati biometrici e biologici, l’analisi della crescita individuale e popolazionale, la stima delle curve di crescita e lo studio della struttura demografica degli stock. Tali informazioni, integrate con dati relativi all’età, alla taglia, alla riproduzione e alla distribuzione spaziale delle popolazioni, consentono di valutare lo stato delle risorse, seguirne l’evoluzione nel tempo e fornire elementi conoscitivi utili alla gestione sostenibile della pesca.

Una componente specifica riguarda l’ecologia delle prime fasi del ciclo vitale. Le attività comprendono il campionamento di uova e larve mediante reti da plancton, l’identificazione morfologica e molecolare degli stadi larvali, l’analisi della distribuzione spaziale e temporale dell’ittioplancton e lo studio delle relazioni tra abbondanza larvale, condizioni oceanografiche e successo del reclutamento. Attraverso analisi genetiche e biochimiche è possibile migliorare il riconoscimento tassonomico di uova e larve, valutare la condizione fisiologica degli individui e approfondire i meccanismi che influenzano sopravvivenza, crescita e sviluppo, con effetti a cascata sulla biomassa dei riproduttori e sulla disponibilità della risorsa.

Le attività prevedono inoltre l’analisi delle relazioni tra variabili ambientali, dinamiche oceanografiche e processi biologici, con particolare attenzione agli effetti dei cambiamenti climatici, della variabilità idrologica e della produttività marina sul reclutamento e sulla disponibilità futura delle risorse ittiche.

La componente economica prevede la raccolta e l’analisi di dati su scala micro, meso e macroeconomica, integrando fonti amministrative e statistiche istituzionali nazionali ed europee (MASAF, Camere di Commercio, COEWEB, DCF, EUMOFA, FAO), ricerche specifiche e interviste dirette svolte sul campo con gli operatori della filiera della pesca.

Sul piano microeconomico, le attività includono la stima di funzioni di produzione e di costo, l’analisi dell’efficienza tecnica ed economica delle imprese di pesca e delle marinerie (anche mediante tecniche di frontiera stocastica e Data Envelopment Analysis). Sul piano mesoeconomico, le attività comprendono lo studio del funzionamento dei mercati ittici e delle filiere produttive, con particolare attenzione ai meccanismi di formazione e trasmissione dei prezzi tra i diversi stadi (sbarco, ingrosso, dettaglio), oltre al ruolo degli intermediari e delle asimmetrie informative. Sul piano macroeconomico, le attività includono la valutazione del contributo economico del settore della pesca e dell’acquacoltura, al fine di quantificare gli effetti diretti, indiretti e indotti sull’economia.

Un’area centrale riguarda lo sviluppo e l’applicazione di modelli bioeconomici dinamici, che integrano dati biologici ed economici per simulare scenari di gestione (ad esempio variazioni dello sforzo di pesca, introduzione di aree marine protette, sistemi di quote) e valutarne gli effetti su stock, rendimenti economici e benessere sociale.

Per l’analisi delle politiche pubbliche, le attività prevedono l’uso di metodi controfattuali per la valutazione ex ante ed ex post degli strumenti regolatori. In parallelo, vengono progettati esperimenti economici (in laboratorio e sul campo) e indagini comportamentali per analizzare le decisioni degli operatori in condizioni controllate, con particolare riferimento a problemi di sfruttamento di risorse comuni, cooperazione e rispetto delle regole.

Infine, le attività comprendono lo sviluppo di indicatori compositi di sostenibilità, la costruzione di scenari previsionali e la realizzazione di strumenti di supporto alle decisioni (decision support systems) per policy maker e stakeholder, al fine di favorire una gestione integrata, efficiente e sostenibile delle risorse marine.

Tutto ciò viene integrato da azioni di disseminazione e trasferimento dei risultati, che includono pubblicazioni scientifiche, report tecnici, workshop con stakeholder e dalla costruzione di reti collaborative tra enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, operatori del settore e comunità locali.

Tematiche

Il progetto si colloca all’interno delle seguenti tematiche: biologia della pesca, economia della pesca, economia sperimentale e comportamentale, politica economica, ecologia marina, oceanografia biologica, biodiversità, gestione sostenibile delle risorse naturali, sicurezza alimentare e Blue Economy.

I principali ambiti di interesse riguardano la valutazione degli stock ittici, lo studio dei cicli vitali delle specie marine, l’analisi del reclutamento, la conservazione delle risorse, la sostenibilità delle filiere della pesca e il rapporto tra ecosistemi marini, mercati e società costiere.

Particolare attenzione è rivolta ai piccoli e grandi pelagici, specie che assumono un ruolo strategico sia dal punto di vista ecologico sia da quello economico. I piccoli pelagici, come sardine e acciughe, rappresentano un elemento fondamentale delle reti trofiche marine e una risorsa essenziale per molte marinerie mediterranee. I grandi pelagici, come il tonno rosso e altre specie migratrici, costituiscono invece risorse di elevato valore commerciale, soggette a dinamiche ecologiche complesse e a sistemi di gestione internazionale.

La ricerca si inserisce pienamente nel quadro dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, contribuendo in particolare agli obiettivi relativi alla conservazione e all’uso sostenibile degli oceani, alla sicurezza alimentare, al lavoro dignitoso, alla crescita economica sostenibile e alla lotta contro gli effetti dei cambiamenti climatici.

La linea di ricerca ricade inoltre nell’ambito delle priorità nazionali ed europee relative alla Bioeconomia, alle risorse naturali, alla sostenibilità dei sistemi alimentari, alla tutela degli ecosistemi marini e alla valorizzazione del capitale naturale come elemento centrale per lo sviluppo economico e sociale.

Principali collaborazioni

La linea di ricerca si fonda su un’ampia rete di collaborazioni nazionali e internazionali, costruita attraverso attività di ricerca, monitoraggio, confronto scientifico, partecipazione a programmi comuni e interazione con organismi di gestione delle risorse marine. Tali collaborazioni consentono di integrare competenze biologiche, ecologiche, oceanografiche, genetiche, biochimiche ed economiche, rafforzando l’approccio interdisciplinare necessario allo studio della pesca come sistema complesso, in cui risorse naturali, mercati, governance e comunità costiere sono strettamente interconnessi.

Particolare rilievo assumono le collaborazioni con organismi internazionali impegnati nella valutazione e gestione delle risorse ittiche, con istituti di ricerca mediterranei specializzati nello studio degli stock ittici e delle prime fasi del ciclo vitale, con università nazionali e straniere attive nell’ambito della biologia marina, della genetica, dell’oceanografia e dell’economia applicata, nonché con enti pubblici e agenzie tecniche coinvolti nel monitoraggio ambientale e nella gestione sostenibile degli ecosistemi marini.

In particolare, la linea di ricerca si avvale delle seguenti collaborazioni:

  • FAO – GFCM – General Fisheries Commission for the Mediterranean;
  • ICCAT – International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas;
  • Università LUMSA – Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Comunicazione di Palermo;
  • Università degli Studi di Palermo;
  • Università degli Studi di Catania – DSBGA;
  • Università degli Studi di Torino;
  • Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa;
  • Stanford University, Stati Uniti d’America;
  • Ankara Üniversitesi Biyoteknoloji Enstitüsü – Ankara University Biotechnology Institute, Turchia;
  • University of Malta;
  • Çukurova University, Turchia;
  • Instituto Español de Oceanografía – IEO, Spagna;
  • MEDFRI – Mediterranean Fisheries Research Institute, Turchia;
  • INSTM – Institut National des Sciences et Technologies de la Mer, Tunisia;
  • NOAA – Oceanic and Coastal Pelagics Branch, Population and Ecosystems Monitoring Division, Southeast Fisheries Science Center.
  • Stazione Zoologica Anton Dohrn;
  • OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale;
  • ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale;
  • ARPA Sicilia;
  • Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRBIM CNR)
  • Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IAS-CNR)

Questa rete di collaborazioni permette di collegare la ricerca biologica ed ecologica con le esigenze operative della gestione della pesca, della conservazione delle risorse marine e dell’analisi economica dei sistemi produttivi, favorendo la produzione di conoscenze scientifiche applicabili a scala locale, nazionale e internazionale.

Principali prodotti

I principali prodotti attesi dalla linea di ricerca comprendono:

  • pubblicazioni scientifiche su riviste peer-reviewed di impatto nazionale e internazionale;
  • partecipazione a bandi nazionali e comunitari;
  • report tecnici sulla valutazione degli stock ittici e sullo stato delle risorse marine;
  • database biologici, ambientali ed economici integrati;
  • indicatori per la valutazione della sostenibilità biologica, economica e sociale della pesca;
  • modelli e analisi statistiche per la stima della crescita, della struttura per età e del reclutamento;
  • protocolli per l’identificazione morfologica, genetica e biochimica di uova e larve;
  • analisi dei mercati ittici, dei prezzi, degli scambi internazionali e delle filiere produttive;
  • strumenti di supporto alle decisioni per la gestione sostenibile delle risorse ittiche;
  • contributi a tavoli di governance, piani di gestione e strategie di policy;
  • prodotti di divulgazione scientifica rivolti a cittadini, scuole, stakeholder e comunità costiere;
  • sviluppo di accordi e collaborazioni con università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, partner privati e operatori del settore ittico.

Ultimo aggiornamento

26 Maggio 2026, 16:56