"Ma è davvero solo colpa della pandemia? La povertà in Italia secondo Capasso"

L'intervista su Formiche.net a Salvatore Capasso, direttore @CNR.ISMed e professore di Economia all'Universita' @Parthenope di Napoli.

"...il virus ha solamente acuito problematiche che già esistevano. Se ci sono due milioni di poveri oggi in Italia è colpa di 20 anni di mancata crescita. Ristori e sussidi vanno bene, ma il benessere si crea in altro modo".

Leggi l'intervista completa su Formiche.Net

 

Capasso, ieri l’Istat ha presentato il conto amaro della pandemia. Migliaia di nuove famiglie in povertà. Si aspettava simili numeri?

Sì, ma le dirò di più. Questi numeri, spaventosi senza dubbio, non sono solo colpa della pandemia. C’è un problema serio di crescita in questo Paese, un problema che abbiamo da 20 anni. Dal 2000 al 2019 abbiamo registrato un tasso di crescita cumulato dell’8% e nel 2020, dunque in un solo anno, abbiamo perso tutta la crescita accumulata nell’arco di due decenni.

Quindi la pandemia c’entra ma fino a un certo punto?

In certo senso. La pandemia è solo uno degli aspetti, certamente non di poco conto. Ma il vero problema è a monte, cioè tutto quello che non è stato fatto prima. Il virus ha nei fatti acuito criticità che già c’erano. E che ci saranno, se non altro per quest’anno: i tassi di disoccupazione nel 2020 salgono ovunque e in Spagna e Grecia superano il 20%, in Italia si prevede che resti intorno all’1,8% anche nel 2021.

Povertà fa rima con disuguaglianze sociali Capasso? Due facce della stessa medaglia?

Sì perché se da una parte la pandemia ha acuito il problema della povertà, dall’altra ha impattato notevolmente anche le differenze sociali. Glielo dimostro, chi ha un reddito fisso, oggi sconta problemi molto meno gravi di chi invece non ha un fisso ma ha un reddito legato a doppio filo all’andamento dell’economia.  Alcuni settori come l’elettronica sono colpiti marginalmente, o addirittura beneficiano della pandemia. Altri sono quasi completamente inattivi, come il turismo. Anche questa è asimmetria.

In questi lunghi e terribili mesi abbiamo imparato a familiarizzare con diversi termini: ristori, sussidi, Cassa Covid e tanti altri. Nessuno discute che lo Stato sostenga chi non ce la fa, ma non crede che benessere e ricchezza non si creino solo per decreto?

Assolutamente. Ci siamo dimenticato nel tempo che ricchezza e produzione si generano con il lavoro. Le cose e i beni si producono, un Paese diventa ricco non perché stampa moneta, ma perché ci sono imprese e attività produttive che creano ricchezza e lavoro. Va bene l’emergenza, è giusto aiutare in modo massiccio le famiglie in difficoltà e le imprese ma nel lungo periodo serve poter lavorare e produrre, è l’unica via al benessere.

A proposito di crescita, tra meno di due mesi l’Italia dovrà presentare all’Ue la versione definitiva del Recovery Plan. Se le chiedo cosa non deve mancare, che mi dice?

Le rispondo questo: le infrastrutture e i progetti ad esse connessi. Perché solo una progettualità seria è il pilastro di ogni crescita. Attenzione però, quando parlo di infrastrutture parlo anche di altro.

Si spieghi.

Guardi che non ci sono solo le infrastrutture fisiche, ci sono anche quelle meno materiali, ma non per questo meno importanti. Un esempio? La giustizia, la burocrazia. Anche qui serve progettualità, non c’è solo un tipo di infrastruttura.

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.