Crisi finanziarie, sistemi di credito o forme di beneficienza, difficoltà di offrire garanzie, esclusioni dai prestiti: temi molto attuali ma che affondano le loro radici nel passato. Nelle regioni euromediterranee esiste infatti una lunga storia che ha visto nascere e diffondersi nel tempo diversi istituti e forme di assistenza finanziaria, che in alcuni casi hanno dato origine a vere e proprie banche. 

Tra questi istituti ricordiamo i Monti di Pietà, tuttora esistenti. Si diffusero a partire dal ’400 nel Centro Italia, sul dettato della predicazione francescana, in assenza di un sistema creditizio specializzato e di fronte al divieto ecclesiastico di prestare denaro a interesse perché considerato peccato. Insieme ai 'cugini' Monti Frumentari, i Monti di Pietà" sono considerati come l'origine delle attuali "banche dei poveri", come le definisce il premio Nobel per la pace 2006 Muhammad Yunus.

 

I Monti di Pietà nacquero essenzialmente per combattere l’usura, prestando gratuitamente su garanzia di un pegno. Solo in un secondo momento fu introdotta la corresponsione un modico tasso di interesse. Queste istituzioni offrivano il proprio servizio a chi si trovava momentaneamente in difficoltà finanziaria e non poteva rivolgersi ai banchieri privati che praticavano alti tassi di interesse. I Monti di Pietà si diffusero soprattutto in aree urbane e si rivolgevano a coloro che avevano la possibilità di presentare una garanzia reale, mentre i Monti Frumentari furono espressione di aree rurali dove c’erano piccoli contadini, spesso affittuari di terre, che non possedevano semenze da coltivare per cui l’unica garanzia che potevano offrire era quella personale.

Restava comunque per molti l'"esclusione finanziaria" da queste forme di assistenza economica: un problema di antica data purtroppo ancora attuale. Sebbene l'espressione sia stata coniata di recente (fu usata per la prima volta nel 1995 dagli economisti e geografi Leyshon e Thrift), la storia ci insegna che ci sono state nel tempo porzioni di popolazione attiva che alimentavano la cosiddetta schiera dei "poveri congiunturali", cioè di coloro che momentaneamente erano espulsi dal sistema economico. Se non sorretti adeguatamente da politiche assistenziali, il rischio del declassasmento nella categoria dei cosiddetti "poveri strutturali" era assai probabile. Nel passato, di fronte alla mancanza "welfare state" come oggi lo intendiamo e quindi di politiche sociali, esisteva una pletora di istituzioni “di beneficenza” che assistevano sia i poveri strutturali che quelli congiunturali. Tra questi ospedali, confraternite, congregazioni, conservatori, case sante, che, grazie a lasciti e donazioni, accumularono un patrimonio con le cui rendite assistevano materialmente chi ne aveva bisogno.

Recentemente l'espressione "esclusione finanziaria" è stata impiegata nella sua accezione corrente e cioè come difficoltà di una fascia della popolazione sempre crescente di accedere ai principali servizi e prodotti finanziari. E oggi, soprattutto per gli effetti economici disastrosi della pandemia, l’esclusione finanziaria è ancor più largamente riconosciuta come una delle parti che compongono una più ampia esclusione sociale.

 

Per approfondire:

Il credito. Fiducia, solidarietà, cittadinanza (secc. XIV-XIX)”, a cura di Paola Avallone e Raffaella Salvemini (RIME, Special Issue, Vol. 8/II n.s. June 2021)

I conti non tornano. Battaglie legali e perizie tecnico-contabili sui rapporti finanziari tra l’Opera Pia e il Banco di San Giacomo e Vittoria degli Spagnoli di Napoli (XVII-XVIII secolo), di Raffaella Salvemini. In: La Contabilità pubblica e privata in Europa tra Età Moderna e Contemporanea, Rivista della Corte dei Conti, a. LXXIV nr. Speciale 1/2021, pp. 431-430

Dare per produrre. I monti frumentari nel Regno di Napoli (secc. XVII-XVIII), di Paola Avallone. In: I sistemi del dare nell’Italia rurale del XVIII secolo, a cura di L. Maffi, M. Rochini, G. Gregorini, Milano, Franco Angeli, 2018, pp. 23-50

Between charity and credit. The Evolution of the Neapolitan Banking System (16th – 17th Century), di Paola Avallone e Raffaella Salvemini (in: Financial innovation and resilience. A comparative perspective on the public banks of Naples (1462-1808), edited by L. Costabile, L. Neal. Palgrave Studies in the History of Finance, Palgrave Macmillan, Cham, 2018

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Paola Avallone, Dirigente di Ricerca del CNR-ISMed da anni si occupa di ricerche di storia economica con uno sguardo al Mezzogiorno d’Italia tra XVI e XIX secolo. Ha pubblicato numerosi articoli su tematiche come microcredito, Monti di Pietà e Monti Frumentari, banchi pubblici e società di assicurazioni.

Raffaella Salvemini, Dirigente di Ricerca del CNR-ISMed  si occupa di storia economica e sociale del Mezzogiorno d’Italia tra XVI-XIX sec. E’autrice di numerosi saggi sul rapporto tra assistenza e credito, sul patrimonio dei luoghi pii, sulla beneficenza, sulla sanità pubblica in tempo di epidemia.