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Nei banchi pubblici napoletani.
Repertorio dei titolari dei conti con maggiore movimentazione tra il 1734 e il 1804.

a cura di Daniela Ciccolella e Luigi De Matteo

Cnr edizioni, Roma 2021

 

DOI: 10.48217/MNDNCL02 (https://doi.org/10.48217/MNDNCL02)

L’edizione digitale è in Gratis Open Access.

 

Volume realizzato nell’ambito del PRIN 2015 Alla ricerca del “negoziante patriota”. Mercantilismi, moralità economiche e mercanti dell’Europa mediterranea (secoli XVII-XIX).

Nei due secoli e più della loro esistenza i banchi pubblici napoletani rivestirono un ruolo centrale nel sistema economico e finanziario del Regno di Napoli e della sua capitale, Napoli, nella quale “non vi era negoziante o casa facoltosa, che non esercitasse in gran parte il suo commercio d’introito e di esito per mezzo di uno de’ Banchi”.

Il diffuso ricorso dei negozianti ai titoli di credito dei banchi pubblici – fedi di credito e polizze, sulle quali si apponeva la causale delle transazioni effettuate – rende la documentazione oggi conservata presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli una fonte preziosa per la storia del mondo degli affari e del commercio nel Mezzogiorno moderno. Una fonte in grado di intercettare l’impresa, la sua organizzazione, gli assetti finanziari, le pratiche, le forme giuridiche che assunse, le sue reti nazionali e internazionali, e di sopperire pertanto, almeno in parte, alla mancanza di archivi aziendali.

Il Repertorio dei titolari dei conti con maggiore movimentazione, concepito per facilitare l’individuazione dei conti dei negozianti presso i sette banchi pubblici attivi a Napoli nel Settecento borbonico, è uno strumento utile per i più diversi ambiti della ricerca storica. Raccoglie i nominativi dei circa 9.000 clienti – negozianti, nobili, ufficiali, ecclesiastici, professionisti, etc. – i cui conti furono più dinamici negli anni, uno ogni dieci, tra il 1734 e il 1804; per oltre 3.000 clienti fornisce, inoltre, gli affogliamenti, prima empirica descrizione del grado di movimentazione dei conti e chiave d’accesso ai libri maggiori e, di qui, ai giornali copiapolizze. Si schiudono così più agevolmente all’indagine degli studiosi le operazioni compiute dai clienti dei banchi pubblici napoletani.