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Responsabile: Gabriella Corona

Abstract

Le riflessioni sull’Antropocene come nuova occasione per ridefinire l’organizzazione dei saperi di fronte al mutare della capacità umana di intervenire sui meccanismi che regolano il funzionamento dell’intero pianeta si è venuta configurando nel corso degli ultimi due decenni come una delle più grandi questioni al contempo scientifica e politica del nostro tempo. L’Antropocene come questione difficile e complessa che pone al centro del dibattito pubblico internazionale il destino del sistema Terra impone una risposta altrettanto complessa e articolata sia scientifica e tecnologica, che sociale, culturale e politica. Il contributo delle scienze umane e sociali è ancora poco valorizzato e in generale sotto-valutato anche se si considera centrale il loro ambito di competenze nella formazione dei valori e dei principi etici, nell’elaborazione di decisioni ed interventi pubblici.
Con questo progetto incentrato sull’environmental history si intende raccogliere la sfida che il dibattito sull’Antropocene ha lanciato anche alla storia. La sfida cioè di adattare il proprio statuto epistemologico ad una nuova domanda sociale di conoscenza fondata sull’esigenza di spiegare le modalità con cui si sono venuti a configurare i processi attraverso i quali il genere umano è diventato uno dei principali agenti di trasformazione dei cicli ecologici e geologici che caratterizzano il funzionamento del sistema Terra. , Il periodo compreso tra diciannovesimo e ventesimo secolo ha rappresentato un lasso temporale in cui la capacità umana di modellare l’ambiente, pur avviata nei secoli precedenti, conosce una accelerazione straordinaria e senza precedenti grazie all’aumento della popolazione, all’impiego generalizzato dei combustibili fossili, alla crescita delle variabili economiche, all’industrializzazione.
Ciò che differenzia la storia ambientale di questo periodo storico dalle fasi precedenti è la scala con cui vengono prese in considerazione le trasformazioni che hanno interessato l’ambiente che diventa planetaria e coinvolge l’intero Earth System. Insieme alla scala a caratterizzare la storia ecologica degli ultimi due secoli è anche l’intensità, la straordinaria accelerazione che ha consentito un aumento di variabili come la popolazione, il consumo energetico, il reddito. Ed è in questo ambito che si giustifica la scelta di guardare all’umanità nel suo complesso come principale soggetto storico. Ciò, tuttavia, non toglie che la storia ecologica sia il frutto di modelli sociali, economici, politici, culturali, modelli di produzione e di consumo resi possibili da una condizione di abbondanza di risorse. Si tratta dunque di un angolo visuale che impone un intreccio tra storia della natura e storia dei sistemi socio-economici, e pur prendendo gli esseri umani come principale soggetto storico da osservare non può prescindere anche dall’analisi delle disuguaglianze sociali e territoriali. Le ricerche che fanno capo al progetto, pur concentrandosi sull’Italia in particolare e, più in generale, sui paesi del Mediterraneo elaborano schemi interpretativi e chiavi di lettura che assumono una valenza più ampia applicabile ad altri luoghi e ad altri contesti.

Obiettivi

I lavori che fanno capo alla linea di ricerca sono diretti a ottenere pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali di particolare prestigio, a partecipare a congressi e convegni di carattere scientifico, a contribuire all’elaborazione di progetti di ricerca competitivi e non, promossi da istituzioni nazionali ed europee. Attraverso la ricerca si mira a rafforzare la presenza dell’ISMED nell’ambito della rete internazionale di centri attivi sul tema e a potenziare i contatti con le istituzioni pubbliche locali in modo da offrire consulenza e supporto nelle scelte di policy. Oltre a ciò i ricercatori che fanno capo alla linea stanno intessendo un sistema di relazioni con numerose università per far confluire i contenuti e i risultati delle attività in corsi di studio e nella didattica. Il progetto mira a rispondere ad esigenze sempre più forti che stanno emergendo nel dibattito pubblico e nella comunità scientifica, nell’individuare i percorsi volti alla costruzione di una società sostenibile e inclusiva.

Attività

Le attività di ricerca previste sono molteplici: raccolta ed elaborazione di dati ripresi dalle statistiche ufficiali; documentazione ripresa dai giornali e riviste scientifiche; fonti e documenti giacenti presso gli archivi internazionali, nazionali e locali; interviste rilasciate da diverse tipologie di attori e stakeholders su temi relativi al periodo successivo al secondo dopoguerra; normative nazionali e materiale legislativo; fonti processuali giacenti presso istituzioni giudiziarie; documentazioni raccolte presso archivi privati e di impresa.

Tematiche

Le tematiche che fanno capo al progetto di ricerca hanno come denominatore comune l’analisi dei processi storici attraverso i quali à cresciuta la capacità umana di intervenire sui meccanismi ecologici e geologici che regolano il funzionamento del sistema Terra in un arco cronologico che prende le mosse dalla fine del XVIII secolo a giunge fino ad oggi. Molte attività di ricerca del progetto sono la naturale evoluzione di precedenti progetti che rappresentano il capitale di ricerca dell’ISMed in questo ambito e che si sono concentrati nel corso degli ultimi anni sulla ricostruzione dei processi attraverso i quali si sono configurati i problemi ambientali di oggi. Le tematiche sulle quali si concentrano le ricerche con maggiore attenzione sono i seguenti:1) la costituzione della tecnosfera e la trasformazione dei sistemi urbani: inquinamento, smaltimento dei rifiuti, sfruttamento del sottosuolo; 2) le implicazioni ambientali e sociali dell’artificializzazione delle pratiche agricole e dell’allevamento; 3) la transizione energetica: passaggio ai combustibili fossili, sviluppo dell’industria idroelettrica, energia nucleare; 4) le catastrofi di origine naturale ed antropica; 5) le radici storiche della transizione ecologica: spinte e resistenze: nuove forme di energia, nuovi materiali, ruolo dei consumi; 5) il cambiamento climatico e i suoi effetti: aree urbane, effetti sulla biodiversità, conflitti per le risorse, migrazioni ambientali; 6) le politiche ambientali tra Europa e Italia; 7) l’ambientalismo e il protezionismo.

Principali collaborazioni

Il gruppo di ricerca che fa capo al progetto collabora stabilmente con il Rachel Carson Center for Environment and Society di Monaco, il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino, il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Napoli Federico II, Il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agrari, Alimentari e Forestali dell’Università di Firenze, il Centro Studi “Territorio, Salute e Ambiente” dell’Università di Catania, La rivista di storia e scienze sociali “Meridiana”.

Principali prodotti collettivi

Per ciò che riguarda i prodotti collettivi, prosegue l’attività redazionale dalla quale prende forma il “Global Environment. A Journal of Transdisciplinary History”, la rivista internazionale quadrimestrale promossa e realizzata all’interno dell’ISMED in collaborazione con il Rachel Carson Center di Monaco e pubblicata dall’editore inglese The White Horse Press.