Oltre il controllo. La Guardia urbana nel Mezzogiorno preunitario

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ISSM
Date:
7th October 2021 8:30 am - 9:30 am

Description

"Oltre il controllo. La Guardia urbana nel Mezzogiorno preunitario"

Intevento di Mariarosaria Rescigno (CNR-ISMed) al convegno internazionale organizzato dall'Universita' degli Studi di Salerno:

"La prima guerra italiana. Logiche politiche e  pratiche operative nella lotta a banditismo e brigantaggio"

Programma e link per accedere all'evento: https://tinyurl.com/dm5utu7e 

Abstract della relazione:

L’indagine ha preso le mosse da unaguida amministrativa che, messa appunto negli anni Quaranta dell’800, consente di ripercorrere tutta la normativa intervenuta a partire dal 1827 – anno di costituzione del corpo – a regolamentare la Guardia Urbana.

La verifica dei diversi passaggi che, attraverso il dipanarsi di leggi, decreti e circolari scandiscono la fissazione del corpo, restituisce con immediatezza l’immagine di un Mezzogiorno turbolento. Diversi gli indicatori in questo senso. Dalla crescita, che assume declinazioni differenti, dellaporzione di popolazione armata, alla ricerca, sempre più avvertita da parte delle autorità governative, di un’interazione tra le diverse forze, che componevano il variegato universo della Polizia.

Sullo sfondo di quello che è uno scenario turbolento dunque, il focus sulla Guardia urbana lascia emergere in controluce poi anche la porosità della società civile. L’angolo di visuale assunto è quello di una realtà provinciale peculiare, l’Abruzzo Ultra II; uno spazio che sperimenta tanto l’emergenza brigantesca, quanto quella legata aduna varia partecipazione politica, e a cui la presenza del confine contribuisce a dare spessore.

Il combinarsidella documentazione interpellata –le ricchissime carte di Polizia, distribuite tra i diversi fondi dell’archivio di Stato di Napoli – fissa il quadro d’insieme. La risalenza degli interventi governativi qualifica una voltadi più un territorio segnato dalla turbolenza, dove una frontiera in più di un senso permeabile finisce, tra l’altro, con il favorire la circolazione di pratiche di controllo e/o repressive.

 Accanto dunque a un’azione combinata tra forze regnicole e forze pontificie, il tentativo di controllare uno spazio che, nelcorso degli anni Trenta, vede un addensamento della guerriglia brigantesca passa anche attraverso una sinergia tra Gendarmeria e Guardia urbana. Lo scarto tra disposto normativo, i requisiti richiesti agli appartenenti al corpo, e il piano del reale, le difficoltà cioè in un contesto come quello indagato di riuscire a soddisfarli, sembra proporre un primo livello di ambivalenza di quella società.

Spostandoci poi dal versante del fenomeno brigantesco a un’altra declinazione della turbolenza, quella legata ai fenomeni di politicizzazione, a emergereè un nuovo livello di ambivalenza di quella società. Lo spazio indagato ora, con un restringi-mento del capo di osservazione, è un segmento di quell’ambiente provinciale, il distretto di Cittaducale; un’area questa che,benché eccentrica, non manca di sperimentare una variegata partecipazionepolitica.

Questo lo scenario in cui nel ’50, così come lar icca serie di carte processuali “abruzzesi” racconta, proprio l’appartenenza al corpo degli urbani guadagna a diversi individui, accusati di aver aderito alla causa repubblicana nel 1848, il proscioglimento. La traiettoria seguitadai percorsi individuali ricostruiti, all’indomani dell’Unità d’Italia questi uomini militano senza sbavature nelle fila della Guardia Nazionale, restituendola complessità di quel tessuto politico e sociale, sembra interpretare una volta di più tale ambivalenza.