Nasce a Napoli il Distretto di Studi sul Mediterraneo
Data:
18 Dicembre 2025
L’Istituto di Studi sul Mediterraneo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMed) ha promosso e organizzato nei giorni 2 e 3 dicembre presso il Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova un convegno internazionale intitolato “Mediterranean or Mediterraneans?”. Al convegno sono intervenuti numerosi ricercatori e studiosi provenienti dai paesi delle tre sponde del Mediterraneo, offrendo un’occasione di confronto approfondito sulle sfide e sulle dinamiche che caratterizzano il Mediterraneo contemporaneo.
Durante il convegno è stato inaugurato il “Distretto di Studi sul Mediterraneo”, un polo che unisce le Università di Napoli con l’obiettivo di “fare sistema” sulle ricerche, ancora troppo divise e frammentate, relative al Mediterraneo. L’iniziativa valorizza simbolicamente la città di Napoli come “ponte” tra le tre rive del Mediterraneo, sottolineando l’importanza di una collaborazione scientifica e culturale condivisa.
Attualmente il Distretto è composto dal Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università l’Orientale rappresentato dal direttore Paolo Wulzer; dai Dipartimenti di Scienze Politiche e di Studi Umanistici dell’Università Federico II rappresentati rispettivamente dai direttori Paola De Vivo e Andrea Mazzucchi; e dall’Università Parthenope rappresentata dal rettore Antonio Garofalo. Attraverso questa collaborazione, il Distretto mira a creare sinergie tra le diverse realtà accademiche, favorendo una ricerca integrata, multidisciplinare e interdisciplinare sul Mediterraneo, capace di valorizzare la pluralità di prospettive e di promuovere un dialogo scientifico di respiro internazionale.
Il Mediterraneo contemporaneo nel suo insieme presenta una profonda contraddizione. Da una parte è una realtà complessa caratterizzata da divisioni laceranti, drammatici conflitti, interessi contrastanti, frutto del modo in cui nella storia recente si sono venuti strutturando i rapporti tra le parti di cui la regione si compone. Dall’altra, però, si trova di fronte alla necessità di fronteggiare sfide comuni molte delle quali sono oggetto dei lavori che si presentano nel convegno: le migrazioni, il cambiamento climatico, il degrado ambientale del mare, i problemi energetici, le disuguaglianze economiche e sociali.
Di fronte a questa profonda contraddizione il mondo della ricerca può e vuole dare inizio a un processo di costruzione di una “conoscenza comune”, in quanto la ricerca è legata al concetto di “comunità” ed è fondata sulla “condivisione”. Ed è questa la ragione che è alla base della costituzione del Distretto.
La costituzione del Distretto intende infatti rappresentare un punto di partenza per la creazione di una rete più ampia, mediante accordi e convenzioni, in grado di coinvolgere università ed enti di ricerca dei paesi della riva sud ed est, al fine di realizzare una conoscenza condivisa, capace di fronteggiare le sfide comuni che interessano tutti i paesi che si affacciano su questo mare, rispondendo in maniera concreta alle questioni del nostro presente.
Il Distretto si propone di perseguire molteplici obiettivi. In primo luogo, intende promuovere la ricerca su temi rilevanti per la regione euromediterranea, quali cambiamento climatico, transizione energetica, migrazioni, coastalization, biodiversità marina, impatto delle politiche di cooperazione, disuguaglianze sociali e di genere, tra gli altri. Questa ricerca sarà condotta attraverso un approccio interdisciplinare, coinvolgendo studiosi di diverse discipline: storici ed economisti, demografi e sociologi, antropologi e geografi, giuristi e filosofi. Il Distretto mira a favorire la mobilità di ricercatori e studenti tra le università e i centri di ricerca dei diversi paesi, contribuendo alla formazione di una nuova generazione di “scienziati del Mediterraneo”. Parallelamente, si propone di sviluppare una rete di competenze capace di oltrepassare i confini dello studio accademico per produrre conoscenze utili ai decisori politici, alle comunità locali, alle istituzioni pubbliche. Infine, il Distretto intende promuovere iniziative di divulgazione scientifica e di coinvolgimento del pubblico, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e culturale della regione mediterranea e a valorizzare la pluralità di prospettive presenti sul territorio.
Il titolo scelto per queste due giornate, “Mediterraneo o Mediterranei”, rimanda all’esigenza di studiare il Mediterraneo attraverso un insieme complesso di strumenti analitici e categorie interpretative capaci di decostruire l’oggetto Mediterraneo e le sue rappresentazioni univoche o stereotipate, mettendo in luce le profonde differenze interne e la pluralità di realtà che lo caratterizzano.
Il convegno si è proposto non solo di presentare le ricerche più originali e innovative su una serie di temi centrali nel dibattito pubblico, ma anche di riflettere sugli strumenti analitici necessari per comprenderne dinamiche e complessità. Quali sono le domande che possono aprire percorsi di ricerca originali? Qual è la cassetta degli attrezzi di cui dobbiamo dotarci per generare una conoscenza condivisa e diretta a fronteggiare le sfide comuni a tutti i paesi che si affacciano su questo mare?
L’obiettivo è identificare i processi profondi e virtuali, le potenzialità ancora in gran parte inespresse e poco riconosciute. Non possiamo accontentarci delle informazioni sul Mediterraneo provenienti dalle diverse componenti del dibattito pubblico – media, social, docufiction, opinion makers – ma si parte dagli aspetti sociali, culturali, ambientali, economici più profondi che trascendono la geopolitica, i rapporti di potere, le relazioni interstatali, permettendoci di scoprire i movimenti sottostanti che animano le comunità, le istituzioni locali, le relazioni translocali tra territori diversi. In altre parole, si tratta di individuare i “semi” ancora nascosti da cui può prendere forma un futuro migliore, fondato sulla sostenibilità e sulla pace.
Intervista alla direttrice del CNR-ISMed Gabriella Corona
Alcune immagini del convegno








Ultimo aggiornamento
18 Dicembre 2025, 16:52
CNR – ISMed